Ruba nello studio dentistico e viene arrestato, i carabinieri chiamano i complici con walkie talkie e fermano anche loro

Pensavano di portare a segno un colpo importante, ma sono erroneamente caduti nella trappola tesa loro dai carabinieri, presentandosi a un appuntamento per dividere i proventi del furto che avrebbero dovuto compiere in uno studio dentistico di Strada Basse del Lingotto.
Tutto inizia con un uomo di 65 anni arrestato a Torino grazie alla segnalazione di alcuni residenti nella notte tra sabato 4 e domenica 5 luglio. Il ladro maldestro ha cercato di introdursi nello studio rompendo un vetro, attirando così l'attenzione dei residenti della zona. Il 65enne è stato sorpreso all'interno del locale dai militari del Nucleo radiomobile che lo hanno poi arrestato. L'uomo, coperto da un passamontagna, stava rovistando nei cassetti della reception.
Il 65enne è stato fermato prima che riuscisse a impossessarsi del denaro o di altri beni di valore, ma è stata la perquisizione personale a mettere nei guai il resto della banda. Oltre agli arnesi da scasso, i carabinieri hanno trovato una ricetrasmittente. Dopo essersi resi conto che lo strumento era acceso, hanno contattato i complici dietro la cornetta fingendosi l'autore del furto e invitandoli a raggiungere un punto poco distante dallo studio dentistico per spartirsi il bottino. Due uomini di 57 e 67 anni hanno quindi raggiunto la zona in pochi minuti, in attesa di incontrare il complice che era invece stato arrestato poco prima.
Quando si sono presentati i carabinieri, come apprende Fanpage.it, non hanno avuto la possibilità di allontanarsi dal luogo concordato tramite ricetrasmittente. I complici sono stati quindi arrestati insieme all'autore materiale del furto. I tre sono stati condotti nel carcere Lorusso e Cutugno, a disposizione della Procura torinese.
Il piano della maldestra banda era quello di mandare in avanscoperta il 65enne che avrebbe dovuto portare via denaro e oggetti di valore rivendibili dallo studio dentistico. Successivamente avrebbero dovuto dividere in parti uguali il bottino. I due complici di 57 e 67 anni avrebbero dovuto seguire il colpo da lontano, coordinandosi con il 65enne tramite ricetrasmittente.