Il Ministero della Salute ha comunicato con un avviso pubblicato sul proprio sito internet lo scorso 13 febbraio la decisione di ritirare dal mercato una delle bambole de "Le Fatine" per rischio chimico. Secondo gli esperti, infatti, ci sarebbe la presenza all'interno del prodotto di ftalati, potenzialmente pericolosi per l'apparato riproduttivo dei bambini. Nello specifico, oggetto del provvedimento è il gioco prodotto da Ya Dasi Toys Factory – a Shantou City, in Cina, con codice a barre 8-033641-040595 e numero lotto 105, importato in Italia da Giaquinto Giocattoli SRL, con sede a Vitulazio, in provincia di Caserta. "Il campione, esaminato presso il Laboratorio chimico S.C. di Medicina del Lavoro Ospedale di Desio – si legge sulla nota del Dicastero -, risulta non conforme per presenza di ftalati vietati dal Regolamento REACH, allegato XVII punto 51 e 52: riscontrati fino al 12,81% DEHP quando il limite ammesso è 0,1%".

Chi ha già acquistato la bambola è invitato a restituirla al punto d'acquisto. In caso contrario, si consiglia di non farla utilizzare ai bambini. Gli ftalati, infatti, fanno parte della famiglia di composti chimici usati nell'industria delle materie plastiche come agenti plastificanti per migliorarne la flessibilità e la modellabilità. Da tempo sono considerati pericolosi perché possono alterare il sistema riproduttivo, essendo in grado di inibire la maturazione degli spermatozoi. Ormai sono molto diffusi e la loro presenza è riscontrabile nei cosmetici, nei contenitori per alimenti, negli smalti e perfino nei giocattoli. Per questo, a livello europeo esiste una norma che stabilisce che il loro utilizzo non è consentito a concentrazioni superiori allo 0,1%, né nei giocattoli, né negli articoli destinati all'infanzia. La presenza di ftalati in questi prodotti e il conseguente ritiro dal commercio in vari Paesi europei viene segnalato sistematicamente nel sistema RAPEX a partire dal 2005.