Stanca di subire vessazioni e abusi una donna di Rimini ha filmato il marito, che la costringeva ad avere rapporti sessuali, e l'ha fatto arrestare: in manette è finito un uomo di 57 anni condotto in carcere su richiesta del gip del Tribunale, Manuel Bianchi, e accusato di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia.

Umiliazioni e violenze andavano avanti da anni, per l'esattezza dal 2015, quando la moglie, stanca dei continui abusi subiti, disse di volersi separare. Non poteva uscire di casa liberamente, era controllata sui social e il marito decideva persino cosa doveva mangiare la moglie. Di fronte alla decisione della moglie di interrompere quel rapporto l’uomo, anziché attenuare le sue violenze e cercare di ricucire il rapporto, si è comportato all’opposto. Le violenze fisiche e le minacce psicologiche si sono moltiplicate e sono state rafforzate dalla minaccia dell'uomo di suicidarsi gettandosi dal cornicione del tetto o dal balcone.

Di fronte a questa drammatica prospettiva la moglie ha desistito dai suoi propositi di separazione ed ha continuato ad accettare un calvario che ogni giorno diventava più insostenibile. La violenza del marito non si fermavano infatti neanche di fronte ai figli, e come se non bastasse l'uomo arrivava a violentare la moglie di fronte al rifiuto della donna di avere rapporti sessuali. A quel punto lei, esausta, ha trovato la forza di filmare l’ennesimo stupro con il suo cellulare. Solo un caso fortuito ha però aiutato la moglie a sporgere denuncia. Mentre erano in visita alla sorella, in un’altra città, lei si è ammalata ed il marito è stato costretto a rientrare senza di lei. La permanenza a casa della sorella le ha dato la forza di denunciare tutto ai carabinieri di quella città.

L’inchiesta è stata rapida. Dopo avere raccolto informazioni e prove (compresi i filmati della moglie) gli atti sono stati trasmessi ai Carabinieri di Rimini. Il gip ha descritto quella del marito della donna come una personalità possessiva e violenta, “con il pericolo concreto e attuale che commetta altri delitti della stessa specie”