La terra aveva tremato almeno quattro volte il 18 gennaio del 2017: a cinque mesi di distanza dal terremoto che aveva distrutto Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto causando 299 vittime e ad altri tre mesi dalla scossa che aveva devastato l'Appennino Maceratese una nuova tragedia aveva tenuto per giorni tutta Italia con il fiato sospeso: una valanga, innescata dagli eventi sismici, si era abbattuta sull'albergo Rigopiano-Gran Sasso Resort di Farindola, in provincia di Pescara, causando 29 morti: ospiti e dipendenti di una struttura che sorgeva in un luogo estremamente pericoloso e isolato a causa delle abbondanti nevicate dei giorni precedenti.

Tra le vittime anche Valentina Cicioni, infermiera di Monterotondo – in provincia di Roma – che in quell'hotel abruzzese stava trascorrendo qualche giorno di relax insieme al marito Giampaolo Matrone, oggi uno dei superstiti simbolo della catastrofe perché venne estratto ancora miracolosamente vivo dopo 62 ore sotto le macerie e con gravi menomazioni alle braccia e alle gambe. Oggi Giampaolo è una delle persone più impegnate nella ricerca della giustizia e a quattro anni dalla tragedia insieme alla figlia Gaia ha dedicato un ricordo speciale a Valentina e alle altre 28 vittime: una toccante poesia, un breve video e un palloncino speciale, rosso e a forma di cuore, accanto ad altri bianchi, uno per ciascuna vittima. E una promessa: far emergere la verità e condannare i responsabili.

 

Oggi, a quattro anni dalla più grave tragedia sulla neve mai avvenuta  in Italia, Matrone dà spazio al ricordo, ai sentimenti intimi e personali, preferendo non entrare nelle tante polemiche legate alle responsabilità di quella che definisce una "strage di Stato", né parlare dei ritardi dei soccorsi di quel giorno o di un processo che non ha ancora superato la fase dell’udienza preliminare e nel quale gli imputati stanno tentando di dimostrare l'"imprevedibilità" della tragedia, legandola esclusivamente all'evento sismico ed ignorando invece che probabilmente quell'hotel, in quel luogo, non avrebbe mai dovuto sorgerci. Una cosa, però, Matrone la promette a Valentina: una lotta senza sosta, assieme alle famiglie delle altre vittime, per far emergere tutta la verità su Rigopiano e per far sì che chi ha sbagliato e omesso di compiere i propri doveri paghi.