"Il Coronavirus diventerà endemico, sarà meno fastidioso ma resterà con noi. Per questo dovremmo fare come Israele che ha già cominciato a prenotare i vaccini aggiornati per il 2022″. A parlare è Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università di Milano, che ha fatto il punto della situazione epidemiologica in Italia intervenendo alla trasmissione Timeline su Skytg24. Secondo l'esperto "siamo arrivati alla pandemia di Covid-19 con la guardia bassa, dobbiamo ripensare ai piani pandemici sapendo che ogni nuovo virus che emergerà ci potrà fregare. Le pandemie hanno segnato la storia, pensiamo alla peste nel Medioevo. Io credo che si debba sfruttare questa occasione e sistemare al meglio cose dal punto di vista dell'organizzazione e della medicina territoriale che deve essere ripensata". Anche perché quella che ci aspetta è una convivenza col virus nei prossimi anni.

"Dovremo abituarci ad una convivenza civile col virus, Israele, che ha appena fatto decadere l'obbligo di mascherina all'aperto, ha prenotato vaccini aggiornati per il 2022. Diventerà endemico e meno fastidioso ma resterà qui con noi". A proposito di convivenza, attenzione alle riaperture delle attività economiche che riprenderanno in Italia a partire dal prossimo 26 aprile, così come annunciato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. "È una richiesta arrivata dalla società ma ci sarà un prezzo da pagare, perché aumentando il numero dei contatti aumentiamo la possibilità di infezione – ha precisato Pregliasco -. Le persone devono essere responsabili perché se tutti volessimo colmare le mancanze che abbiamo avuto in questo periodo non sarà buona cosa. Sono d'accordo con il mantenimento del coprifuoco alle 22, proprio per limitare ulteriormente le possibilità di contatto. A tutto ciò si dovrà unire una velocizzazione della campagna di vaccinazione".

Da questo punto di vista, per Pregliasco bisogna immunizzare quanto prima le categorie fragili e le fasce d'età più a rischio. "Dobbiamo vaccinare dai 60 anni in poi e organizzare strutture ad hoc, accompagnandole anche ad interventi domiciliari per le persone più vulnerabili, anche se è più complicato e gli attuali vaccini sono meno maneggevoli. Vaccino Johnson&Johnson? Io spero che non ci sia cacofonia della comunicazione come c'è stata su AstraZeneca. Vediamo tanta esitazione e dubbi per gli eventi avversi e spero che a livello delle autorità nazionali ci sia un unico modo di approcciare. Potrebbe essere somministrato a tutti, che è anche quello che è stat detto su AstraZeneca. Spero in una sincronia di decisioni tra le Nazioni".