Dalla settimana prossima ci sarà un calo delle consegne dei vaccini anti-Covid Pfizer in Europa, in attesa che il laboratorio americano riesca a migliorare le proprie capacità di produzione. A darne notizia è stato l’Istituto norvegese di sanità pubblica ma “la riduzione temporanea – hanno sottolineato – interesserà tutti i Paesi europei”. Non è chiaro quanto tempo ci vorrà prima che Pfizer torni alla massima capacità di produzione, che sarà aumentata da 1,3 a 2 miliardi di dosi all’anno. Per il momento non è stata specificata neppure l’entità della riduzione per l’Europa nel suo insieme, sappiamo solo che per la Norvegia la diminuzione sarà del 17,8 percento. La Norvegia – Paese extra Ue – ha accesso ai vaccini ottenuti dal blocco europeo grazie alla Svezia, membro Ue che comprerà più del necessario e li venderà al Paese vicino.

Secondo quanto riporta Reuters, Pfizer ha riferito di aver dovuto apportare modifiche al processo e all’impianto che richiederanno ulteriori approvazioni normative. In una nota dell’azienda si legge però che “anche se questo avrà un impatto temporaneo sulle spedizioni da fine gennaio all’inizio di febbraio, fornirà un aumento significativo delle dosi disponibili per i pazienti a fine febbraio e marzo”.

Intanto in Italia cominceranno da domenica o da lunedì della prossima settimana, in diverse regioni, le somministrazioni del richiamo delle vaccinazioni effettuate in occasione del V-Day del 27 dicembre. A quanto si apprende dalle strutture nei vari territori, in diverse regioni sono in esaurimento le dosi a disposizione dei vari ospedali per le prime somministrazioni del vaccino Pfizer e, per i richiami già programmati, attualmente si utilizza la riserva del 30%. Se sarà necessario – riferiscono alcuni medici – saranno utilizzati per il richiamo anche i recenti arrivi delle fiale di Moderna, compatibili con Pfizer.

Sei Paesi scrivono all'Ue: "Riduzione inaccettabile"

I ministri della Sanità di sei Paesi dell'Unione europea hanno espresso, in una lettera congiunta alla Commissione europea, la loro "seria preoccupazione" per i ritardi nella consegna del vaccino Pfizer-BioNTech. I ministri di Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Lettonia e Svezia hanno denunciato una situazione "inaccettabile" che mina la "credibilità del processo di vaccinazione". "Siamo obbligati a informare la nostra popolazione e i gruppi particolarmente a rischio che la loro vaccinazione sarà ritardata, nonostante gli sforzi eccezionali dei nostri governi per garantire una consegna puntuale", scrivono i firmatari. "Vi chiediamo di mettervi in contatto con BioNTech-Pfizer con urgenza per richiedere una spiegazione pubblica e sottolineare la necessità di garantire stabilità e trasparenza delle consegne tempestive", si legge. Ai funzionari dei sei Paesi è stato comunicato da BioNTech-Pfizer che le consegne saranno "sostanzialmente ridotte nelle prossime settimane". "Ad alcuni è stata data una scadenza dell'8 febbraio 2021, altri non hanno avuto informazioni sulla durata del previsto calo delle consegne", così i firmatari. La Lituania ha annunciato che le consegne di vaccini saranno ridotte a 54.505 dosi dalle 108.810 inizialmente previste per le prossime quattro settimane, una riduzione di quasi il 50%.

Ursula von der Leyen: "Mi hanno rassicurata su consegna dosi"

"Non appena ho saputo del ritardo nella produzione di Pfizer, ho chiamato l'amministratore delegato, che mi ha rassicurato che tutte le dosi previste per l'Ue saranno consegnate nel primo trimestre", ha dichiarato intanto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.