Un uomo di colore è stato ucciso a colpi di pistola oggi, 5 marzo, poco prima delle 12, su ponte Vespucci, a due passi dal centro storico di Firenze, nei pressi del consolato USA (vicino al parco delle Cascine). La vittima, Idy Diene, sarebbe stata raggiunta da diversi colpi e i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118, durati oltre 40 minuti, si sono rivelati purtroppo inutili. Fermato un italiano di 65 anni, Roberto Pirrone, nella vicina via Montebello: portato in questura, è in stato di fermo. La vittima è un uomo di 54 anni di nazionalità senegalese. Si tratterebbe di un venditore ambulante, immigrato regolare in Italia, con permesso di soggiorno rilasciato dalla questura di Pisa.

Gli inquirenti escludono la matrice razziale. Secondo quanto trapela, l'uomo sarebbe uscito di casa con l'intenzione di uccidersi finendo poi per sparare e uccidere a caso. Il particolare è emerso durante l'interrogatorio del'uomo: il 65enne si sarebbe abbandonato ad una crisi pianto, per poi fare riferimento alla volontà di suicidarsi per questioni economiche. Gli inquirenti hanno ritrovato anche un biglietto di addio, indirizzato alla figlia, nella sua abitazione in Oltrarno, non lontano dal luogo della sparatoria.

Sempre guidato dall'idea di non pesare più sulla famiglia, l'uomo avrebbe dunque deciso di sparare in pubblico per finire in carcere. Inizialmente ha spiegato di essersi trovato di fronte ad una famiglia con bambini, ma non ha avuto il coraggio di aprire il fuoco; qualche istante dopo il 65enne ha incontrato la vittima. Sempre secondo quanto emerso al momento è stata raggiunto da più colpi di pistola all'altezza del torace.

Sul posto è giunto anche il pm di Firenze Giuseppe Ledda. Il magistrato ha provato a ricostruire la dinamica dell'omicidio con polizia e carabinieri già presenti in zona. Sembra che testimoni abbiano udito diversi colpi di arma da fuoco, almeno 5/6, sparati sul ponte Vespucci.  La vittima è crollata nella parte centrale del ponte: il corpo si trova sul marciapiede disteso dietro una fila di auto parcheggiate, come si vede anche nelle foto. L'area è stata isolata dalle forze dell'ordine.

La vittima era un parente del senegalese ammazzato nel 2011

“Dobbiamo tutti stringerci nel dolore intorno alla famiglia e alla comunità del senegalese ucciso, senza dividerci: era, tra l'altro, parente di Samb Modou”, uno dei due senegalesi uccisi il 13 dicembre 2011 sempre a Firenze da Gianluca Casseri. È quanto ha detto oggi all’Ansa l'imam di Firenze e presidente Ucoii Izzedin Elzir. Commentando le parole dello storico portavoce dei senegalesi fiorentini Pape Diaw, secondo il quale l'omicidio non potrebbe trattarsi come sembra dalle prime ricostruzioni del gesto di un pazzo, l'imam ha sottolineato come adesso “dobbiamo dare un grande abbraccio la famiglia e la comunità colpita da questa tragedia, non è il tempo delle divisioni: tutta la città di Firenze abbraccia i senegalesi in questo momento di dolore”. “Il clima di intolleranza di questa campagna elettorale non aiuta in un momento come l'attuale”, ha però aggiunto.

La rabbia della comunità senegalese: tensione nel centro di Firenze

Circa trecento senegalesi nel pomeriggio sono scesi in piazza in segno di protesta dopo l'omicidio di Idy Diene.  Prima hanno bloccato il traffico su ponte Vespucci, dove è stato ucciso il loro connazionale, poi hanno manifestato con un corteo fino alla sede della questura. Durante il tragitto sono stati danneggiati alcuni vasi di fiori e rovesciati cassonetti dei rifiuti. “Ci devono spiegare perché ha sparato. Non ci devono dire che è un pazzo. Siamo arrabbiati e non ci piace che questa cosa sia avvenuta in questo momento politico dell'Italia”, così lo storico portavoce della comunità senegalese.

“Comprendiamo il dolore ma qualunque forma di violenza contro la città è inaccettabile, tenuto conto anche che l’omicida è stato subito assicurato alla giustizia e l’amministrazione comunale ha incontrato una delegazione della comunità senegalese”, ha affermato il sindaco Dario Nardella a proposito dei danneggiamenti nel centro durante il corteo dei senegalesi. “I violenti – ha dichiarato Nardella – vanno isolati e azioni del genere sono incivili oltre che irrispettose della memoria della stessa vittima”. Incontrando i giornalisti il sindaco ha parlato di un “grave episodio per il quale esprimo grande dolore e solidarietà alla comunità senegalese. Invito tutta la comunità a mantenere la calma, a non travalicare le normali condizioni di espressioni di disappunto e dolore in forma anche pubblica. Attendiamo che al più presto si faccia piena chiarezza sulla dinamica di questo omicidio e confidiamo nell’operato delle forze dell’ordine. Subito dopo aver appreso la notizia ho sentito il ministro Minniti e il questore con cui sono in contatto”. Il sindaco ha parlato anche con il console del Senegal, Eraldo Stefani.