Padova, autovelox abbattuto sulla Postumia: torna l’ombra di Fleximan dopo mesi di silenzio

Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio, lungo la strada regionale 53 Postumia, a Fontaniva, in provincia di Padova, un autovelox è stato abbattuto con modalità che ricordano da vicino quelle ormai note dei sabotaggi seriali avvenuti negli ultimi anni.
Il dispositivo, installato in direzione Vicenza all’imbocco del ponte sul fiume Brenta, è stato reso inutilizzabile dopo che ignoti hanno segato di netto il palo di sostegno utilizzando un flessibile.
Abbattuto autovelox lungo la Postumia: torna Fleximan
L’episodio è emerso soltanto nel pomeriggio di martedì, quando la Polizia locale di Fontaniva ha segnalato ai carabinieri un’anomalia nel funzionamento dell’apparecchio. L’intervento sul posto ha permesso di chiarire quanto accaduto: il rilevatore di velocità era stato tranciato e fatto cadere, in modo pulito e mirato, lasciando pochi dubbi sulla volontà di distruggerlo. Una dinamica che riporta immediatamente alla figura, mai identificata, di Fleximan, il vandalo diventato negli anni una sorta di simbolo della protesta illegale contro gli autovelox.
Il tratto della Postumia interessato dal sabotaggio è particolarmente trafficato e soggetto a limiti stringenti: l’autovelox controllava il rispetto dei 70 chilometri orari su una delle arterie che collegano Treviso e Vicenza, spesso al centro di polemiche proprio per la presenza dei dispositivi di rilevazione. Non è un dettaglio secondario, perché quella stessa strada, come molte altre in Veneto, era finita nei mesi scorsi al centro di una lunga querelle giudiziaria fatta di ricorsi, sospensioni e controricorsi sulla legittimità degli impianti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno lavorando in collaborazione con la Polizia locale per risalire agli autori del gesto. Al vaglio ci sono anche le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, nella speranza di individuare movimenti sospetti durante le ore notturne. Al momento, però, non risultano rivendicazioni né elementi utili a collegare ufficialmente l’episodio a un responsabile preciso.
Quello di Fontaniva non è un caso isolato nel Padovano. Negli ultimi anni la provincia è stata teatro di diversi atti vandalici contro i rilevatori di velocità: nel marzo 2024 un autovelox era stato fatto esplodere a San Martino di Lupari, mentre nel gennaio dello stesso anno un dispositivo era stato abbattuto a Villa del Conte, episodio attribuito proprio a Fleximan. Più recente, nel maggio 2025, il danneggiamento di un altro impianto a San Pietro in Gu, colpito con modalità diverse ma inserito nello stesso contesto di ostilità verso i controlli stradali.
Il ritorno di Fleximan: l'ultimo colpo a Capodanno
L’abbattimento di Fontaniva riaccende così l’attenzione su un fenomeno che sembrava essersi attenuato dopo mesi di relativa calma. A rafforzare questa ipotesi c’è l’episodio avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 2025 nel Ravennate. A Mezzano, intorno alle 2 del mattino, un autovelox installato lungo la statale 16 è stato abbattuto utilizzando un flessibile, approfittando della scarsa visibilità causata dalla nebbia. Anche in quel caso l’azione è stata rapida e precisa. I resti del dispositivo sono stati recuperati in mattinata da Carabinieri e Polizia Locale di Ravenna, mentre parallelamente sono partite le indagini.
Nel corso del 2024, Fleximan – o una serie di imitatori – aveva colpito decine di autovelox in tutta Italia, con una concentrazione significativa proprio nel Ravennate, dove in poche settimane erano stati distrutti cinque dispositivi. I primi colpi risalgono però al maggio 2023, a Bosaro, in provincia di Rovigo, dove il vandalo aveva fatto cadere un autovelox entrato in funzione da appena due mesi. Da lì una lunga serie di azioni culminate nel febbraio successivo con l’abbattimento di un rilevatore sulla provinciale tra Asola e Casalromano.