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Individuato Fleximan, in casa gli attrezzi per ‘tagliare’ autovelox: denunciato per i danni in Veneto

Ill presunto Fleximan che abbatteva gli autovelox nel Polesine, in provincia di Rovigo, e poi imitato anche in altre regioni dalla Liguria all’Emilia-Romagna, è stato individuato e denunciato dai carabinieri di Adria e dal Nucleo operativo radiomobile.
A cura di Biagio Chiariello
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I Carabinieri di Adria e del Nucleo operativo radiomobile hanno individuato il presunto responsabile di alcuni danneggiamenti ad apparecchi autovelox in provincia di Rovigo, in Veneto, meglio noto col soprannome di ‘Fleximan'.

Imitato anche in altre regioni dalla Liguria all’Emilia-Romagna, si tratta di un uomo di 42 anni, residente in Polesine ma nato a Padova: è sospettato di almeno 5 episodi degli 8 attentati ai rilevatori di velocità collocati lungo le strade della regione veneta.

A incastrarlo sarebbe stato l’ultimo episodio, quello avvenuta a Rosolina, un cinquantina di km di distanza dal capoluogo veneto, lo scorso 3 gennaio alle 21.30 lungo la Statale 309 Romea al chilometro 71,760. Decisivi all’identificazione dovrebbero essere stati i filmati delle telecamere di sorveglianza di zona. Ma al 42enne si contestano gli attentati di Bosaro del 19 maggio e del 19 luglio 2023, Corbola e Taglio di Po , il 24 dicembre del 2023.

Ora deve rispondere di danneggiamento, un'accusa scaturita da una perquisizione domiciliare eseguita, nei giorni scorsi, dai militari, che ha portato al sequestro di varia attrezzatura, riconducibile agli agguati ai velox. Il modus operandi era sempre stato lo stesso: un taglio netto con il flessibile al palo che sostiene l’apparecchiatura.

Ma nel frattempo un paio di giorni fa da Lecce è arrivata la prima sentenza che richiama la già storica pronuncia della Corte di Cassazione sulla obbligatorietà dell’omologazione degli autovelox e di tutti gli altri apparecchi di rilevazione della velocità. Nel caso specifico, il Giudice di Pace del capoluogo salentino ha annullato la sanzione a carico di un automobilista proprio perché l'apparecchio è risultato non omologato, citando espressamente la pronuncia dei Giudici Supremi.

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