È stato rinviato a giudizio Lucio, l’ex fidanzato di Noemi Durini, la ragazza trovata cadavere sotto un cumulo di pietre lo scorso settembre a Specchia (Lecce). L’udienza preliminare è stata fissata il 30 maggio alle ore 9.30. Lucio, all’epoca dei fatti ancora minorenne è accusato di omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti e futili e della crudeltà. Nonostante le iniziali accuse al meccanico Fausto Nicolì, Lucio è l'unico indagato. Nulla è emerso neanche a carico di Biagio Marzo, il padre del di Lucio inizialmente indagato per occultamento di cadavere e recentemente tirato in ballo dal figlio.

Pochi giorni fa è stata depositata la perizia dei Ris, sulle tracce di Dna sui reperti e anche il referto sull’esame dei dispositivi informatici sequestrati in fase di indagine, tra cui il cellulare trovato in un cassetto e consegnato dalla madre di Noemi agli inquirenti e quello del padre di Lucio. Noemi è stata uccisa il 3 settembre 2017 a Specchia. A far ritrovate il cadavere, coperto da un mucchio di sassi nelle campagne della provincia cilentana è stato proprio Lucio, al termine di un lungo interrogatorio.

Secondo l'autopsia Noemi sarebbe morta per: “Insufficienza respiratoria acuta conseguente ad asfissia da seppellimento mediante compressione del torace e dell'addome”, in poche parole, sepolta viva. Sul corpo della vittima è stato riscontrato anche “un trauma cranico commotivo cagionato dall'azione multipla di corpi contundenti inferti a mani nude e/o pietre ed arma da punta e taglio". Noemi, insomma è stata presa percossa e poi coperta di pietre nelle campagne di Castrignano del Capo (Lecce).  La perizia psichiatrica cui è stato sottoposto nei mesi scorsi ha riconosciuto la piena capacità di intendere e di volere al momento dei fatti del Marzo.