Niente servizi sociali per Rudy Guede, che tuttavia torna semilibero. È quanto stabilito dal tribunale di Roma che ha respinto l'istanza con la quale l'uomo, che sta scontando nel carcere di Viterbo 16 anni di reclusione per l'omicidio di Meredith Kercher, aveva chiesto di essere affidato ai servizi sociali. In compenso, i giudici hanno però concesso all'ivoriano la semilibertà, consentendogli di collaborare con il Centro studi criminologici di Viterbo per alcune ore al giorno, rientrando in carcere la sera, così come richiesto dal suo difensore, l'avvocato Fabrizio Ballarini. La decisione, apprendono fonti Ansa, è stata presa perché, secondo i pareri degli operatori e gli psicologi della casa circondariale di Viterbo presso la quale è già stato detenuto per 12 anni, Guede si è sempre comportato "in maniera esemplare" e il tribunale ha "preso atto" della qualità del suo percorso didattico e umano. L’uomo si è anche laureato nel frattempo con il massimo dei voti in Storia a Roma Tre e ha poi conseguito anche la magistrale.

Pertanto il tribunale ha stabilito che possa collaborare con il Centro studi criminologici, cosa per altro che già avveniva ma in base all'articolo 21 del regolamento carcerario. Guede, 32 anni, è l'unico condannato per l'omicidio della studentessa inglese, avvenuto tra l'ottobre e il novembre del 2007 a Perugia. Lo ha riconosciuto la Cassazione nel febbraio dello scorso anno, con un secco "no" alla revisione del processo al termine del quale aveva ricevuto la condanna a 16 anni di reclusione con rito abbreviato. La quinta sezione penale aveva infatti rigettato il ricorso della difesa dell'ivoriano contro la decisione della corte d'Appello di Firenze, che il 10 gennaio 2017 aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione. La difesa lamentava un "contrasto tra giudicati", tra la sentenza a Guede e quella ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, che invece sono stati assolti definitivamente nel 2015.