Michele Buoninconti studia in carcere per la laurea in economia e commercio. Il marito di Elena Ceste condannato in Cassazione per l'omicidio premeditato della moglie e per occultamento di cadavere è impegnato da tempo in un percorso di studi nel carcere di Alghero, in Sardegna, dove è stato trasferito sette mesi fa, proprio per avere la possibilità di conseguire il titolo di studi. Nella casa di reclusione dove è attualmente recluso, Buoninconti riceve di rado delle visite.

La nuova vita in carcere di Michele Buoninconti

Il pompiere piemontese è in carcere dal 2015, quando fu arrestato con l'accusa di aver strangolato la moglie e di averne gettato il corpo nel rio Mersa, dove è stato trovato mesi dopo la scomparsa, avvenuta il 24 gennaio 2014. Mentre il tribunale gli toglieva la patria potestà sui quattro figli avuti con Elena, Michele Buoninconti affrontava, a suo dire, con indifferenza la detenzione. Fece scandalo la ripresa di uno dei colloqui avuti da Buoninconti in carcere con un'amica M. G., alla quale disse: "Il carcere? È come stare in vacanza".  La stessa donna si è resa protagonista di una triste storia che ha come vittima, Elisa, la maggiore dei figli di Buoninconti.

I figli di Elena Ceste e Michele Buoninconti

Quando era ancora in corso il processo per omicidio di Elena Ceste, la ragazza fu vittima di pressioni da parte di dell'amica dell'ex vigile del fuoco di Costigliole d'Asti, G. M. che aveva provato a persuaderla in ogni modo a deporre in favore del padre e a riconciliarsi con lui. Per questo Elisa l'aveva denunciata per stalking, accusa che il tribunale ha recentemente derubricato in quella di molestie.Il giudice è stato influenzato positivamente dalla lettera di scuse scritta dall’imputata G. M. a Elisa. La ragazza, per contro, si è impegnata a donare che eventualmente incasserà, a titolo di risarcimento per i danni morali causati, all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

La storia di Elena Ceste

Elena Ceste, all'epoca 37 anni, è scomparsa da Costigliole D'Asti (Torino) nel gennaio del 2014. Secondo la ricostruzione processuale è stata uccisa dal marito che in tal modo intendeva punirla. Secondo i giudici Michele Buoninconti ha una “personalità malvagia, che non ha mai mostrato pentimento e che non merita attenuanti. Ha ucciso la madre dei figli per il più atavico dei sentimenti maschili, la sete di dominio e un malinteso senso dell’onore”.