Due ergastoli per omicidio: Giulia Russo e l'ex compagno, Nicolas Musi, dovranno pagare per la morte del piccolo Leonardo, il bimbo di venti mesi ucciso di botte nel maggio 2019 a Novara. Sollevata la nonna, distrutta dal dolore causato dalla perdita del nipotino e dalla consapevolezza che proprio i genitori possano essersi macchiati di un simile crimine. Il piccolo era nato da una precedente relazione di Gaia, motivo per cui sono stati accordati i danni anche al padre naturale di Leonardo. Il bimbo aveva riportato lesioni in tutto il corpo, segni di una "violenza inaudita, non degna di un essere umano", come l'ha definita il procuratore Marilinda Mineccia al termine degli accertamenti che avevano portato al fermo di Gaia e Nicolas. I due, al tempo di 22 e 23 anni, erano stati accusati di omicidio volontario pluriaggravato.

Una storia agghiacciante quella del piccolo Leonardo, ucciso in un'escalation di violenze terribili. Il bimbo sarebbe morto per un'emorragia al fegato provocata da un violento colpo all'addome. Dopo le botte, la madre Gaia non aveva chiamato i soccorsi né aveva cercato di tamponare il suo dolore con antidolorifici. Aveva invece, secondo quanto suggerisce l'accusa, scattato delle foto del volto tumefatto del bambino per poter chiedere soldi agli amici. Nonna Tiziana è incredula: più di una volta ha affermato di non poter perdonare gli autori di un simile gesto. Dal 2019 visita quotidianamente la tomba del piccolino, per potergli parlare. Lo ha fatto anche il giorno della condanna: "Sono andata da Leo e col cuore a pezzi gli ho detto che giustizia era stata fatta". Tiziana è fermamente convinta che nessuno meriti il perdono del piccolo Leonardo. Anzi, rincara la dose: davanti a simili avvenimenti, Dio non esiste. Lo aveva scritto anche su Facebook, giorni dopo l'accaduto. "Siamo tutti indegni e dannati davanti a te – aveva scritto condividendo la foto del nipotino -. Dolore silenzio e impotenza. Non c'è che disperazione e senso di colpa. Dio non c'è"