Sarà un giornata sicuramente complicata quella di oggi, 12 dicembre, sul fronte della sanità: circa 40.000 interventi e migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche sono stati infatti sospesi o rinviati per lo sciopero nazionale di 24 ore del personale della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria e professionale proclamato da tutte le sigle sindacali. Nella protesta si parla di "sottofinanziamento cronico" della categoria che attende da 8 anni il rinnovo del contratto. Anche dirigenti tecnici e amministrativi incrociano le braccia; perciò i disagi saranno consistenti, per effetto di una mobilitazione “che rispetto ad altri scioperi – esordisce Pierluigi Api, consigliere nazionale Anaao Assomed –, vede unita tutta la categoria”.

Le motivazioni del ‘Sanità Day’ sono riepilogate in un decalogo, che i vertici sindacali in questi giorni hanno inviato al governo: “Finora si è sostenuto sul sacrificio di medici e dirigenti sanitari" con le Regioni che “hanno garantito i Lea, almeno quelle che lo hanno fatto, a spese dei professionisti, delle loro ferie, delle loro risorse accessorie, dell’abuso dell’orario di lavoro“ sottolinea l’Anaao Assomed. Api garantisce che “lo sciopero di oggi non è per chiedere stipendi più alti, siamo consapevoli che a livello nazionale e regionale le risorse sono sempre più esigue: chiediamo, allora, di stabilizzare questi giovani colleghi, che in qualche caso sono addirittura ex giovani, destinati a invecchiare ‘precariamente’”.

Sullo sciopero è intervenuto anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha detto di essere “a fianco dei medici italiani” perché “ci sono due problemi: uno è quello dello sblocco del turnover che credo abbiamo seriamente contribuito a risolvere”, l’altro “il rinnovo del contratto che non è un tema che gestisce il ministero della Salute”.