Non appartengono a Stefano e Antonio Maiorana i corpi ritrovarti nel gennaio scorso in fondo alla Diga Garcia in Sicilia. Ad escluderlo sono i primi esami sui cadaveri effettuati dagli esperti del Ris dei carabinieri incaricati dalla Procura di Termini imerese che indaga sulla scomparsa dei due imprenditori avvenuta il 3 agosto del 2007. Le speranze degli inquirenti di  essere arrivati a una seppur drammatica svolta del giallo quindi si sono spente. Secondo gli esami sui resti effettuati nei laboratori di Messina, infatti, quelle ossa, rinvenute grazie all'abbassamento del livello dell'acqua alla diga Garci, risalirebbero a inizio anni Duemila e quindi ben prima della scomparsa di Stefano e Antonio Maiorana.

Purtroppo le notizie arrivate dalle perizie scientifiche potrebbero ora rafforzare la richiesta di archiviazione dell'indagine da parte della procura a cui però si oppongono fermamente i familiari dei due scomparsi. Nel 2019 è morto uno dei due indagati, Francesco Paolo Alamia. L'unico a poter rispondere dei fatti del 2007, è oggi l'imprenditore Giuseppe Di Maggio. La famiglia, rappresentata dall'avvocato Giacomo Frazzitta, infatti si è opposta formalmente: la decisione arriverà mercoledì prossimo 3 marzo in udienza al palazzo di giustizia di Palermo. La pista investigativa fin qui seguita parla di un delitto avvenuto per un ricatto sessuale: uno scottante segreto con cui Antonio Maiorana ricattava due noti imprenditori. "È stato accertato che il movente sarebbe riconducibile a un ricatto sessuale legato alle immagini di una persona con una minorenne. Quello che serve, ora, è riavere i corpi". La famiglia per questo sollecita nuove indagini e nuove ricerche.

Intanto la scoperta che i due cadaveri ritrovarti nel gennaio scorso in fondo alla Diga Garcia non sono di Stefano e Antonio Maiorana apre le porte a una nuova inchiesta per accertare la loro identità. I due corpi si trovavano accanto a una corda e a un blocco di cemento che fanno ipotizzare un delitto. Su questa si muove ora una nuova indagine della Compagnia dei carabinieri di Corleone che cercherà di dare un nome alle due vittime.