Potrebbe esserci una svolta nel caso della scomparsa di Stefano e Antonio Maiorana, padre e figlio siciliani di cui si sono perse le tracce dall'agosto del 2007. Nelle scorse ore, infatti, sono stati rinvenuti due cadaveri in una diga a Palermo, che potrebbero appartenere proprio ai due, ma per avere conferma bisogna aspettare i risultati del test del dna. I sommozzatori hanno trovato nelle acque della diga Garcia, nel territorio di Contessa Ermellina, conosciuta anche come diga "Mario Francese", cronista ucciso dalla mafia, un macabro ammasso di ossa insieme ad un blocco di cemento e a una corda. Quei corpi potrebbero essere lì da almeno una decina di anni, tanto che non è riconoscibile neanche il sesso, il che tuttavia rafforza i sospetti degli inquirenti, che ora attendono le analisi di laboratorio per risolvere finalmente il mistero che va avanti ormai da ben 14 anni.

Stefano e Antonio Maiorana, infatti, sono scomparsi il 3 agosto del 2007 da un cantiere edile ad Isola delle femmine, dicendo agli operai che sarebbero ritornati a breve. Ma nessuno più li ha visti. La sera della sparizione la loro famiglia presentò denuncia e cominciarono le indagini per il loro ritrovamento. La loro Smart fu scoperta nel parcheggio dell’aeroporto di Palermo, chiusa a chiave. Ma nella lista dei passeggeri partiti dallo scalo di Punta Raisi non figuravano i loro nomi. Nel corso degli anni, i carabinieri scoprirono che il giorno in cui si persero le loro tracce in cantiere era avvenuta una lite. Fu avanzata l’ipotesi che Maiorana avesse ricattato uno dei suoi soci, Paolo Alamia, affinché cedesse le quote di una società che aveva costruito delle case a Isola delle Femmine. Ma sono rimaste sempre delle ipotesi.

Solo qualche mese fa, l'ex moglie dell’imprenditore, Rosaria Accardo, si era opposta, attraverso l’avvocato Giacomo Franzitta, a una nuova richiesta di archiviazione dell’indagine avanzata dalla Procura di Palermo, dopo che il caso era stato riaperto con due indagati: Paolo Alamia, ex socio del sindaco mafioso Vito Ciancimino, nel frattempo deceduto, e il costruttore Giuseppe Di Maggio. È però possibile che il giallo sulla scomparsa dei Maiorana sia vicino alla risoluzione. I reperti trovati nella diga, tra cui anche brandelli di una maglietta e il pezzo di una scarpa, sono ora stati affidati ai carabinieri del Ris di Messina dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo per tutte le analisi del caso.