“Non c’è più lavoro, sono disperato” imprenditore chiama 113 e si suicida

A cura di A. P.
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L’uomo, un imprenditore edile, ha spiegato il suo gesto all’operatore prima di riagganciare e spararsi.

Ennesima tragedia  dovuta alla crisi economica sabato sera, un imprenditore edile di 55 anni si è tolto la vita sparandosi nella sua abitazione a Fiesole in provincia di Firenze. L'uomo, che forse da tempo meditava il disperato gesto, in un ultimo tentativo di trovare un aiuto e per raccontare la sua storia prima di uccidersi ha chiamato il 113 parlando a lungo con un operatore. L'operatore, intuendo le sue intenzioni, ha fatto scattare l'allarme e nel frattempo ha cercato di tenerlo al telefono rassicurandolo. La telefonata al 113 infatti è durata oltre sette minuti prima che l'uomo riagganciasse. Da quanto si apprende, durante la conversazione l'uomo ha parlato chiaramente di problemi economici e collegato il gesto estremo ai problemi dell'azienda. L'operatore ha anche provato a richiamare il numero ma l'imprenditore dopo aver risposto ha subito riagganciato il telefono. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto l'uomo era già morto riverso a terra in una pozza di sangue. Accanto al cadavere un fucile con il quale si è tolto la vita e due biglietti, uno di scuse  per la famiglia e un altro dove accusava alcuni personaggi e le banche che avrebbero portato al fallimento della sua ditta.

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