In occasione della terza "passeggiata per la libertà" organizzata da un gruppo di "No-Mask" a Bologna si sono verificati gravi atti di intimidazione contro i giornalisti che si trovavano sul posto per documentare. Il corteo, composto da più di cento persone, si era dato appuntamento su Facebook: ritrovo ai Giardini Margherita e partenza alle 15 in direzione del centro. Immediata la violenza verbale contro i cronisti: "Pennivendoli, terroristi, farete la fine dei processati di Norimberga. Toto Riina è meglio di voi". Poi: mani addosso e sugli strumenti di lavoro. 

"Lo Stato ci priva delle nostre libertà personali"

Il corteo ha successivamente iniziato la sua sfilata verso il centro, composto da uomini e donne rigorosamente senza mascherina, "perché fa male", "perché non serve a niente", "perché puzza di petrolio". Tra i partecipanti alla manifestazione che hanno accettato di rispondere alle nostre domande, alcuni hanno inoltre spiegato di trovarsi lì non tanto per protestare contro la mascherina – comunque ritenuta "inutile e dannosa" – ma "per rivendicare le libertà personali di cui lo Stato ci priva illegalmente da un anno". E' stato contestato lo strumento dei DPCM come atti aventi forza di legge durante un'emergenza sanitaria, in più di un caso si è negato il fatto che esista un'emergenza sanitaria e che le terapie intensive siano stracolme. "Non stiamo facendo niente di male, stiamo semplicemente esercitando un nostro diritto", è stato più volte ribadito.

Giunto in Piazza Maggiore, scortato da alcuni agenti della Digos, il gruppo ha fatto un girotondo lungo la piazza al grido di "libertà", continuando ad offendere e intimidire i cronisti che riprendevano. L'evento è stato organizzato da Mattia Florulli, responsabile di un pub "ribelle" di Bologna assurto alle cronache cittadine per essere rimasto aperto durante la pandemia, collezionando una lunga serie di multe.