Nella villa di Garlasco c’è un’impronta sporca del sangue di Chiara Poggi ancora ignota: cosa dice la Bpa del Ris

Nel fascicolo sul delitto di Garlasco depositato in Procura a Pavia c'è anche una ricostruzione dettagliata dell'omicidio di Chiara Poggi della mattina del 13 agosto 2007. I Ris di Cagliari le settimane scorse avevano consegnato la loro consulenza, firmata dal tenente colonnello Andrea Berti, ai pm pavesi utilizzando la tecnica della Bpa che serve per ricostruire la dinamica di un crimine partendo dallo studio delle macchie di sangue. Il 9 giugno del 2025 infatti i carabinieri del Ris si sono presentati dopo 18 anni nella villetta di Garlasco per fare tutte le misurazioni utilizzando anche laser scanner che permette di realizzare un modello 3D degli ambienti. Per la prima volta così tracce e schizzi di sangue, sulla base delle fotografie repertate nel 2007, sono state posizionate al millimetro. La nuova Bpa ha condiviso per la maggior parte le conclusioni fatte dai colleghi del 2007: qual è dunque la dinamica del delitto, passaggio per passaggio? E quali sono le novità di questa ultima consulenza?
Chiara Poggi sarebbe stata colpita una prima volta tra i due divani del salotto, sarebbe stata presa a pugni, quindi colpita a mani nude. L'assassino non aveva ancora impugnato l'arma del delitto, molto probabilmente un martello. In questa zona erano presenti infatti tre "piccole macchie ematiche circolari" non riconducibili a uno schizzo partito a distanza. Segno che la vittima si trovava in quella zona.
Successivamente Chiara Poggi era stata colpita ed era caduta a terra "in prossimità delle scale di accesso al piano superiore". Qui l'attenzione è sempre stata sulla "presenza di una macchia ematica riconducibile a una mano sinistra aperta": questa traccia non appartiene alla vittima e quindi associabile molto probabilmente a quella del killer. Il Ris però precisa che "la direzionalità della stessa (ortogonale alla traccia e quasi sovrapposta alla gora ematica) rende complesso inferire sulla posizione esatta del soggetto che l'ha deposta nel contesto di una dinamica di aggressione". Questo vuol dire che seppure questa mano sinistra aperta non è della vittima negli anni è stato impossibile risalire a chi appartenesse. Nella loro consulenza i carabinieri del Ris sono riusciti però ad accertare una dimensione, ovvero di circa 10 x 8 cm che la rende compatibile con una mano sinistra di un individuo adulto.
Vicino all'impronta della mano sinistra ci sarebbe anche una traccia di circa 6 centimetri "formata da una linea orizzontale congiunta alle estremità con due linee oblique", si legge nella recente Bpa. Anche in questo caso però è stato impossibile capire e individuare l'oggetto o la superficie che l'ha generata.
Chiara Poggi dopo questi primi colpi iniziali sarebbe stata trascinata per i piedi verso il mobiletto dove era riposto il telefono e dove la vittima era stata colpita nuovamente con un oggetto contundente. Lo stesso avveniva anche vicino alla porta d'accesso alle scale interne. Successivamente, e a differenza di quanto sostenuto dal Ris di Parma nel 2007, la vittima non era stata "sollevata e gettata a faccia in avanti lungo le scale" ma era stata fatta "scivolare" dal gradino 0 lungo i gradini 1, 2, 3 e 4. Ciò sarebbe dimostrato dal fatto che su questi gradini erano presenti "evidenti segni di trascinamento che decorrono in maniera parallela al centro della scala". Infine Chiara Poggi aveva ricevuto gli ultimi colpi mentre si trovava sdraiata con la testa all'altezza del gradino 4 per poi iniziare un lento scivolamento verso il basso.