Morto Alberto Musy: subì un agguato nel marzo 2012
E' morto durante la notte Alberto Musy, il consigliere comunale dell’Udc di Torino ferito in modo gravissimo in un agguato sotto casa il 21 marzo 2012. Musy, colpito da un misterioso uomo con un casco con diversi colpi di pistola nel cortile della sua abitazione nel centro di Torino, si trovava in coma da 19 mesi. A processo per l’agguato c’è Francesco Furchì. La notizia si è diffusa stamattina con grande commozione tra le famiglie dei compagni di scuola delle figlie di Musy.
Il consigliere comunale venne ferito gravemente da quattro colpi di pistola mentre usciva dalla sua casa, in via Barbaroux, nel centro di Torino. Un uomo con un casco integrale in testa l'autore dell'agguato. Musy venne immediatamente portato in ospedale, dove le sue condizioni apparvero fin da subito gravissime. Accusato del delitto Francesco Furchìe, x candidato di una lista civica che appoggiava Musy alle Comunali del 2010, che avrebbe fatto fuoco per vendicarsi di alcuni favori che la vittima gli avrebbe rifiutato. L’imputato continua a dichiararsi innocente, e , per una strana coincidenza, proprio ieri ha inviato una lettera aperta al settimanale Oggi, sostenendo che ci sono “eclatanti discordanze” nel materiale probatorio raccolto e chiedendo una nuova perizia.
IL TESTO DELLA LETTERA – Di seguito il testo della missiva scritta dall'imputato: "È da quando è accaduto il triste evento dell’Attentato a Musy che si è scatenata una caccia all’uomo ed è dal 30 gennaio di quest’anno che “io” risulto essere “quell’uomo” cioè l’uomo del casco per la Procura e i suoi consulenti di Torino. Sin dal primo arresto si è scatenato uno TSUNAMI mediatico che mi ha schiacciato sotto un peso intollerabile e umiliante, un’onda di FANGO che non ha risparmiato nulla SENZA DIRITTO DI REPLICA (nemmeno la mia famiglia). In questi giorni finalmente si è giunti nel vivo del Processo, a un confronto più diretto dove i “LO INCHIODA”, “MI SEMBRA” o “PENSAVO” lasciano il posto ai filmati, alle supposizioni dei Periti dell’accusa tra i quali non ci sono PERITI con COMPETENZE SPECIFICHE che possono asserire senza ombra di dubbio che “CASCO” sono IO!!! Vi scrivo perché anche io avrei qualcosa da dire in tutta UMILTA’ e con il peso di un’accusa infamante che opprime e comprime la mia vita tra queste mura in cui mi trovo da quasi 10 (DIECI) mesi e in base solo a degli indizi sonori e congetture e mi sento in dovere di fare qualche importante precisazione: 1) Non mi sono rifiutato di sottopormi a una prima perizia ordinata dal Pm, ma NON era stato convocato e nemmeno informato il mio difensore sia AVV. PITTELLI che AVV. FERRARA (collegio di difesa) e quindi il responsabile del reparto della Poliz. Penitenziaria ha avvertito su mia esplicita richiesta al tel il mio difensore, che ha concordato con il Consulente del Pm di rinviare il tutto in un secondo tempo cosa che non si è più verificata e di fronte ai miei legali e consulenti NON mi sarei sicuramente opposto anzi. 2) O i miei periti nominati dalla mia difesa (che hanno prestato la loro opera gratuitamente per convinzione e stima personale) sono “PAZZI SCATENATI” che sotto giuramento il 2 ott. v. s. in aula hanno fatto asserzioni mendaci e quindi perseguibili Penalmente, oppure c’è una volontà dell’Accusa di “FORZARE LA MANO” e far ritenere i filmati e le misurazioni approssimative come “ORO COLATO”. P.S. preciso che i miei periti (con tutto rispetto dei consulenti del Pm) sono: – D.ssa ZUCCHETTO (Medico) esperta di analisi del movimento – Prof.ssa BENEDETTI (Medico Specialista in Terapia Fisica e Riabilitativa) Direttore Medicina Fisico-riabilitativa dell’ospedale “RIZZOLI” di Bologna – Ing. Prof. FRIGO Docente di Bioingegneria del sistema motorio presso il POLITECNICO di MILANO (quindi non proprio diciamo competenti specifici)…… 3) Ritengo quindi che davanti a tali ECLATANTI DISCORDANZE, il TRIBUNALE chiamato a giudicarmi, Dovrebbe concedermi come richiesto dalla mia Difesa (contro il parere conrtrario dei Pm e P. Civili) una PERIZIA “SUPERPARTES” composta da periti ESPERTI MEDICI di Elevata professionalità “esperti di movimento” e sopratturro NON INFLUENZABILI né da persone, né dalla territorialità in cui operano quindi FUORI da Torino e Piemonte CONSENTENDO così al TRIBUNALE di valutare e giudicare i fatti e Deliberare secondo GIUSTIZIA AL DI LA’ DI OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO cui mi auspico che emerga inconfutabile una sola “Verità” la mia INNOCENZA. Con ossequi, Alberto Furchì".