Massimo Ciarelli morto durante fuga dai carabinieri a Silvi: era detenuto per l’omicidio di un ultras del Pescara

Si chiama Massimo Ciarelli e aveva 43 anni l’uomo che è morto dopo uno schianto in scooter durante una fuga dai carabinieri nella serata di mercoledì al culmine di un inseguimento al confine tra Città Sant'Angelo e Silvi, tra le provincie di Pescara e Teramo. L’uomo era ancora detenuto nel carcere di Pescara anche se in regime di semilibertà dopo essere stato condannato in via definitiva per l’omicidio di un ultras del Pescara Calcio avvenuto nel 2012 all’interno di un’abitazione del capoluogo.
La tragedia si è consumata nella prima serata di mercoledì 1° luglio quando, per motivi ancora tutti da chiarire, la vittima e un altro passeggero trentenne, che sfrecciavano su uno scooter T-Max, non si sono fermati all’alt di una pattuglia del nucleo Radiomobile dei carabinieri dandosi a una precipitosa fuga in direzione Silvi Marina.
A questo punto è partito un inseguimento a tutta velocità con l’intervento di altre pattuglie dei carabinieri e manovre ad alta velocità e con inversione di marcia andate avanti fino alla tragedia sulla statale 16. Durante l’inseguimento il passeggero del mezzo è caduto all’altezza di una rotatoria riportando ferite lievi ed è stato poi soccorso mentre il 43enne ha proseguito la fuga fino a schiantarsi contro un’altra auto dei carabinieri che era intervenuta in supporto ai colleghi e precedeva in direzione opposta all’altezza del ponte sul torrente Piomba.
Un impatto violento che non ha lasciato scampo a Massimo Ciarelli. Sul luogo dell'incidente è intervenuto il personale 118 con l'ambulanza medicalizzata ma purtroppo per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Dell’incidente si stanno occupando ora gli agenti della polizia stradale che sono intervenuti per i rilievi sul posto per ricostruire la dinamica esatta dei fatti. Al momento non ci sono indagati.
Intanto si cerca di capire invece perché i due siano fuggiti all’alt delle forze dell’ordine e cosa avessero da nascondere per impegnarsi in una fuga così pericolosa costata la vita al 43enne. Quest’ultimo poco dopo sarebbe dovuto rientrare in carcere dopo che lo scorso anno aveva ottenuto la semilibertà per l’omicidio di Domenico Rigante. Ciarelli era stato condannato a 30 anni in primo grado, poi ridotti a 17 dopo l'annullamento dell'aggravante della premeditazione da parte della Cassazione e la successiva rimodulazione della pena, nel 2017.