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22 Giugno 2022
11:37

Morto a 72 anni sul lavoro, “Mastro Donato doveva giocare con i nipoti ma era ancora in cantiere”

Tanata rabbia per la morte sul lavoro di Donato Marti a 72 anni. Mesciu Dunatu così come tutti lo conoscevano ad Avetrana, lascia due figli e la moglie.
A cura di Antonio Palma
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Dolore ma anche tanta tanta rabbia ad Avetrana per la morte sul lavoro di Donato Marti, il pensionato di 72 anni deceduto ieri su un cantiere edile a Lecce.

L'uomo è morto dopo essere caduto da una impalcatura. Mesciu Dunatu, così come tutti lo conoscevano ad Avetrana, in provincia di Taranto, in mattinata era partito dalla sua abitazione per raggiungere il capoluogo salentino dove da qualche giorno aveva iniziato a lavorare insieme a due colleghi alla ristrutturazione di un immobile.

La tragedia poco dopo le 8, durante l’allestimento di un ponteggio, quando il settantaduenne è precipitato da un montacarichi facendo un volo nel voto di circa cinque metri che gli è costato la vita.

Mastro Donato, che era conosciuto negli ambienti dell’edilizia locale e lascia due figli e la moglie, è descritto da tutti come un grande lavoratore che non si è mai risparmiato.

Tanti i messaggi di cordoglio per la morte dell’uomo tra cui quello del parroco della sua parrocchia Don Daniele Giangrande che ne ha sottolineato l’impegno per la parrocchia sempre in silenzio.

“La tragica notizia della scomparsa improvvisa di Donato Marti ha procurato tanta tristezza nei nostri cuori. Per la nostra parrocchia si è prodigato tanto, in silenzio, tutto per Amor di Dio. Possa riposare fra le sue braccia e trovare la vera pace. A Donato Marti un Grazie dal profondo del mio cuore” ha scritto Don Daniele.

“A 72 anni avrebbe dovuto godersi la pensione, giocare con i nipoti e farsi qualche passeggiata con la propria moglie. Invece no! In Italia tutto questo non è possibile. Per sopravvivere, invece, nonostante l'età, era costretto a lavorare ancora” è l’amaro sfogo dell’ex vicesindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia.

Una presa di posizione analoga a quella della Caritas Diocesana di Nardò-Gallipoli che in un post sui social ha commentato: Avrebbe dovuto godersi la sua terza età ma è stato vittima di un sistema ingiusto che talvolta rasenta il diabolico”.

Sull’esatta dinamica dell’incidente la Procura di Lecce ha aperto un'inchiesta ma anche gli ispettori dello Spesal dell’Asl di Lecce hanno avviato una indagine per accertare contratti e norme di sicurezza sul lavoro. Intanto, durissime le prese di posizione dei sindacati.

“Le morti sul lavoro sono tutte inaccettabili, quella di un operaio edile di 72 anni che precipita da un'altezza di 4-5 metri fa ancora più rabbia. Al di là della ricostruzione della dinamica del drammatico incidente sul lavoro accaduto a Lecce, come Uil del territorio non possiamo non gridare tutta la nostra indignazione per un'altra vita spezzata, per l'assurdità di finire uccisi nello svolgimento del proprio lavoro, un lavoro pesante a un'età decisamente inadatta” hanno dichiarato il segretario generale della Uil di Lecce e della Feneal-Uil di Lecce.

“Piangere la morte di un pensionato sul luogo di lavoro deve far riflettere sulla condizione degli anziani che raggiungono l'età per ottenere l'assegno previdenziale. Si pone una questione di vera e propria sopravvivenza per chi arriva alla pensione dopo 40 anni di duro lavoro e di colpo si ritrova a fare i conti con lo stato di bisogno. Molti pensionati sono quasi costretti a ricorrere a lavori extra, spesso di fortuna. Serve con urgenza un provvedimento che aumenti il potere di acquisto delle pensioni, allargando per esempio la platea dei percettori della cosiddetta 14esima” afferma invece la segretaria generale della Cigl di Lecce.

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