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Morte Francesca Ercolini, oggi confronto tra nuovo foulard e quello del delitto. “Figlio maltrattava lei e il marito”

Oggi saranno confrontati il nuovo foulard di seta, realizzato dalla casa di moda produttrice appositamente per le nuove indagini, e quello fotografato nella casa in cui Francesca Ercolini si sarebbe tolta la vita nel 2022. Le nuove indagini ipotizzano l’omicidio. La mamma della giudice aveva denunciato presunte violenze del figlio, all’epoca minorenne, sui genitori.
Francesca Ercolini.
Francesca Ercolini.

Continuano le indagini sulla morte della giudice Francesca Ercolini, inizialmente bollata come suicidio e ora al centro di nuove indagini che dopo 4 anni ipotizzano l'omicidio. La magistrata 51enne, secondo quanto era emerso dalle prime indagini, si sarebbe impiccata alla ringhiera delle scale di casa con un foulard di seta oggi fuori produzione per la simulazione della dinamica del suicidio.

Per questo la casa di moda ha prodotto appositamente un modello simile, anche se difforme in alcuni dettagli. Secondo quanto spiega la trasmissione Tv "Chi l'ha visto?", il foulard appena prodotto ha una sola cucitura e non due, come il modello che Francesca aveva in casa e al quale mancano comunque due estremità, tagliate con le forbici dal marito e dal figlio all'epoca minorenne che, secondo quanto avevano dichiarato, volevano liberarla per prestare soccorso.

Indagate per il decesso sono ben sei persone: oltre al marito, risultano indagati l'allora capo della squadra mobile di Pesaro, un ex poliziotto suo amico e il medico legale che ha svolto la prima autopsia sul corpo della giudice. Secondo l'accusa, i sei avrebbero a vario titolo occultato e depistato le indagini per bollare il caso come suicidio. Il medico legale, poi, avrebbe attestato fatti non conformi al vero tramite l'esame.

Per questo proprio oggi i Ris metteranno a confronto il foulard con quello riprodotto appositamente dalla casa madre per capire la dinamica dei fatti. Non sono infatti compatibili con la morbidezza di un fazzoletto di seta, secondo quanto emerso dalle nuove analisi medico-legali, i segni netti sul collo di Ercolini. Molto più probabile, secondo chi indaga, che a causare quelle lesioni siano stati i cavi di alcune lampade presenti in casa.

Gli investigatori ritengono che la donna sia morta per asfissia meccanica. Tra le criticità riscontrate nei faldoni della prima indagine, appare evidente la mancanza di una descrizione dettagliata delle modalità di rimozione del cadavere. Il marito della vittima aveva infatti raccontato di aver tagliato con le forbici il foulard per liberare Ercolini dal cappio: mancano le foto delle porzioni tagliate e quelle del paio di forbicine utilizzate.

Le forze dell'ordine sono tornate dopo anni nella villetta di Pesaro dove la giudice è stata trovata morta e ci sono rimaste 4 ore: bisognerà capire infatti se la scena del decesso è stata manipolata o simulata. Anche l'orario della morte è ormai impossibile da stabilire: dalle prime indagini risulta che la 51enne sarebbe morta tra le 9 e le 9.30, ma all'epoca non venne presa la temperatura del corpo che avrebbe potuto limitare l'intervallo post mortem.

C'è poi il tema della traccia di sangue trovata sul muro a 50 cm dal foulard presumibilmente usato dalla giudice per togliersi la vita: quella macchia ematica non è mai stata repertata e ora è stata cancellata. Secondo quanto racconta la madre della donna, da tempo doveva fare i conti con i maltrattamenti e le violenze da parte del figlio, all'epoca minorenne. In una lettera anonima che aveva inviato per denunciare il tutto, la mamma di Ercolini parlava di "maltrattamenti e abusi fisici, verbali e psicologici" del minore sulla mamma e sul papà.

Il figlio della donna era stato poi indagato dal Tribunale dei minorenni per maltrattamenti, ma dopo la messa alla prova aveva estinto il suo reato. Quello che è certo è che la mamma della giudice non era a conoscenza della volontà della figlia di togliersi la vita: la 51enne avrebbe invece fatto dei progetti per il futuro prima di essere trovata morta nella casa di Pesaro nella quale viveva.

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