Lucette Destouches, vedova dello scrittore francese Louis-Ferdinand Céline (1894-1961), è morta la scorsa notte nella sua abitazione di Meudon, nella regione dell'Île-de-France, a sud-ovest di Parigi. La donna aveva 107 anni ed era stata la terza moglie di Céline, che la definiva "la mia fata". Donna riservata,  dagli anni Sessanta, dopo la morte del marito, di cui è stata l'esecutrice testamentaria, rifiutò sempre di farsi intervistare e soprattutto fotografare. "Ciò che importa è Céline, non me", spiegava la vedova. Nella sua veste di esecutrice testamentaria aveva l'ultima parola su ogni pubblicazione dei libri di Céline, ristampe comprese. Lucette è improvvisamente balzata alle cronache all'inizio del mese di dicembre del 2017 quando il prestigioso editore parigino Gallimard annunciò che la vedova aveva autorizzato la ristampa degli scritti antisemiti di Céline, che l'autore dopo la fine della seconda guerra mondiale aveva sempre impedito.

Tramite il suo legale Francois Gibault, Lucette Destouches spiegò due anni fa di essere arrivata a dare il via libera alla ristampa di tre famigerati pamphlet antisemiti e filonazisti del marito – "Bagatelle per un massacro" (1937), "La scuola dei cadaveri"» (1938) e "La bella rogna" (1941) – perché aveva bisogno di denaro per fronteggiare "significative spese mediche". La sua decisione scatenò in Francia una lunga polemica e infine Gallimard, nel marzo 2018, sospese la ristampa. La "censura" fu però allo stesso modo oggetto di scontro.

Lucette Destouches conobbe Céline nel 1935, quando aveva appena 23 anni. Tra i due fu amore a prima vista e solo la morte dello scrittore li separerà. La donna era così desiderosa di unirsi a lui che sulla tomba del marito, 58 anni fa, fece incidere la scritta "Lucette Destouches, 1912-19 …". Ma il destino ha voluto che vivesse ancora a lungo e varcasse anche il nuovo millennio.