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Morì a 16 anni, i genitori accusano: “Picchiato da un carabiniere poi travolto dal treno”

Alcune lettere anonime inviate ai genitori di Raoul Stefani sostengono che il ragazzo, morto tre anni fa dopo essere stato travolto da un treno, sarebbe stato prima picchiato da un carabiniere per finire accidentalmente sui binari mentre cercava di fuggire.
A cura di Davide Falcioni
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Una serie di lettere anonime potrebbero riaprire l'inchiesta sulla morte Raoul Stefani, il ragazzo di 16 anni di Villamarzana – in provincia di Rovigo – morto tre anni fa lungo i binari della stazione di Arquà Polesine dopo essere stato travolto dal treno Interregionale della linea Bologna – Padova. Una missiva, invaiata nei giorni scorsi ai genitori del giovane, spiega: "Ho visto un carabiniere in borghese minacciare Raoul, urlare, picchiarlo con un ceffone. Raoul è scappato via, era buio. E’ passato il treno, il carabiniere si è diretto verso la sua automobile. Ho capito subito che era accaduto qualcosa di grave". Il presunto testimone anonimo sostiene che Raoul non sarebbe stato solo la sera del 18 aprile 2013: al contrario, si sarebbe recato in stazione perché aveva appuntamento con qualcuno. Il contenuto di quattro lettere anonime che riferiscono alcuni dettagli inediti della vicenda è stato reso noto dai genitori del giovane durante la trasmissione tv "Chi l’ha visto?".

Il padre e la madre di Raoul si sono rivolti alla trasmissione di Rai 3 per lanciare un appello e chiedere che si faccia piena luce sulla morte del ragazzo: "Raoul non si è suicidato, ma è successo questo", inizia così una delle sconcertanti lettere scritte probabilmente da un amico di Stefani, che l'aveva accompagnato in stazione per poi nascondersi in attesa che l’amico tornasse dall’incontro con il carabiniere con cui aveva appuntamento. "Scusatemi se sono stato zitto sino ad adesso, ma mia madre mi ha detto di dirvelo così, perché la mia parola contro quella di un carabiniere non vale niente, anche perché se il carabiniere sa chi sono e che ho visto tutto, faccio una brutta fine, arrivederci". L'accusa del testimone è che il militare avrebbe "minacciato e picchiato Raoul per cercare di strappargli delle informazioni".

Il giovane, nel tentativo di fuggire all'aggressione, sarebbe incidentalmente finito sotto un treno in transito. Raoul da qualche tempo aveva iniziato una collaborazione con un carabiniere a cui forniva informazioni sullo spaccio di droga che avveniva in zona dopo essere stato fermato qualche mese prima e trovato in possesso di uno spinello. Il padre spiega: "Raoul quella sera, intorno alle 20.15, era uscito di casa con il sorriso. Intorno a mezzanotte non l’abbiamo visto arrivare, ci siamo preoccupati. Dopo poco abbiamo ricevuto la chiamata della Polfer , ci avvisavano che nostro figlio aveva avuto un incidente sui binari. Il mondo ci è crollato addosso". L'inchiesta condotta dalla Procura ha seguito la pista dell’omicidio volontario, ma non ha mai portato però ad una svolta. Nel luogo dell’incidente non è mai emersa la presenza di altre persone.

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