Covid 19
6 Agosto 2021
10:19

Monitoraggio ISS: Rt stabile, ma l’incidenza cresce di 10 punti in una settimana

La variante delta del virus SarsCoV2 è ormai largamente prevalente in Italia. È quanto emerge dal monitoraggio settimanale dell’ISS – Ministero della Salute, secondo cui l’indice Rt è stabile rispetto alla scorsa settimana ma aumenta di 10 punti – da 58 a 68 casi ogni 100 mila abitanti – l’incidenza.
A cura di Davide Falcioni
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Si stabilizza l'indice Rt nazionale, che rispetto al valore di 1,57 raggiunto la scorsa settimana arretra – seppur impercettibilmente – a 1,56. Nel frattempo però continua a crescere, di ben 10 punti, l'incidenza calcolata a ieri, passando da 58 casi ogni 100 mila abitanti di venerdì scorso a 68. I due valori che segnano la replicabilità del contagio e la circolazione del virus, indicatori chiave per le decisioni sulle misure di contenimento, assieme ai valori di occupazione dei reparti ospedalieri, sono ora all'esame della cabina di regia e saranno presentati oggi. Quel che appare – stando al dato relativo all'incidenza – è che come era accaduto nei mesi scorso il tracciamento dei contatti dei positivi si sta rilevando più problematico: più volte, infatti, gli esperti avevano indicato in 50 casi ogni 100 mila abitanti il valore limite oltre il quale sarebbe stato molto difficile raggiungere e testare tutti i potenziali contagiati.

Variante Delta largamente prevalente in Italia

La variante delta del virus SarsCoV2 – come emerge dal monitoraggio settimanale dell'ISS – è ormai largamente prevalente in Italia. La Delta, si rileva, è
dominante nell'Unione Europea ed è associata ad un aumento del numero di nuovi casi di infezione anche in altri paesi con alta copertura vaccinale. Per prevenire un'ulteriore diffusione, si avverte, è fondamentale il completamento dei cicli di vaccinazione, oltre a un capillare tracciamento e contenimento
dei casi, mantenere elevata l'attenzione ed applicare misure e comportamenti di cautela.

Stabile l'indice Rt, in aumento l'incidenza

Più nel dettaglio il periodo preso in esame è quello tra il 14 e il 27 luglio 2021, settimane in cui l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,56
(range 1,25- 1,82), stabile rispetto alla settimana precedente e chiaramente al di sopra della soglia epidemica, stabilita a 1. Si osserva poi – spiega l'Istituto Superiore di Sanità – una diminuzione dell'indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero pari a 1,24. Continua invece l'aumento dell'incidenza settimanale a livello nazionale: 68 casi per 100 mila abitanti, al di sopra della soglia di incidenza settimanale di 50 casi ogni 100 mila
abitanti che potrebbe consentire il controllo della trasmissione basato sul contenimento ovvero sull'identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro
contatti.

Rischio moderato per tutte le regioni e province autonome

Sempre dal monitoraggio Iss – Ministero della Salute emerge che sono a rischio moderato tutte  le 21 Regioni e province autonome italiane. Sono 16 le regioni che, secondo quanto si apprende, riportano allerte di resilienza ma nessuna riporta molteplici allerte di resilienza che potrebbero far scattare un peggioramento della condizione di rischio.

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