L'indice Rt, cioè l'indice di trasmissibilità del contagio, in Italia è stabile a 0,99, come la scorsa settimana, sfiorando così la soglia di guardia di 1. Tuttavia, la forbice va dallo 0,93 e 1,03, con il margine superiore che dunque resta superiore a 1. È questo quanto emerge dalla bozza del report con l'ultimo monitoraggio settimanale 15-21 febbraio (aggiornati al 24 febbraio) della situazione epidemiologica del nostro Paese realizzato da Istituto superiore della Sanità e Ministero della Salute. Aumenta, però, il numero delle regioni a rischio alto Covid, non solo per quanto riguarda l'Rt ma anche e soprattutto per la pressione sul sistema ospedaliero. Numeri, questi, che saranno decisivi per la decisione del cambio di colori delle regioni che sarà annunciato nelle prossime ore e che entrerà in vigore lunedì prossimo.

L'elenco delle regioni a rischio

Nello specifico, il peggioramento nel livello generale del rischio è stato registrato in cinque regioni, rispetto alla sola Umbria della scorsa settimana. Si tratta di Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte, che potrebbero andare verso la zona arancione, e ancora Umbria, attualmente classificato a rischio alto. Diminuisce il numero di quelle classificate a rischio moderato o basso.

Incidenza e pressione sugli ospedali

Si osserva inoltre per questa settimana una chiara accelerazione nell'aumento dell'incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente (145,16 per 100.000 abitanti contro 135,46 per 100.000 abitanti del periodo precedente). L'incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio, quindi, si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Boom nelle Province autonome di Trento e Bolzano, dove si supera la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti. Il valore più elevato dell'incidenza settimanale è nella Provincia Autonoma di Bolzano con 539,01 casi per 100.000 abitanti, seguito dalla Provincia Autonoma di Trento con 309,12 per 100.000 abitanti. Quattro regioni (Abruzzo, Emilia Romagna, Molise e Umbria) hanno una incidenza maggiore di 200 casi per 100.000 abitanti.

Per quanto riguarda la situazione negli ospedali, preoccupa l'aumento dei posti occupati in terapia intensiva. Sono 8 contro le 5 della settimana precedente le regioni che hanno superato la soglia critica. In alcune regioni il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all'incidenza "impongono comunque misure restrittive".

Epidemia in peggioramento e problema varianti

"L'epidemia dopo un iniziale lento peggioramento, entra questa settimana nuovamente in una fase in cui si osserva una chiara accelerazione nell'aumento dell'incidenza nazionale – si legge nella bozza del documento della Cabina di Regia -. Alla luce dell'aumentata circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità e del chiaro trend in aumento dell'incidenza su tutto il territorio italiano sono necessarie ulteriori urgenti misure di mitigazione sul territorio nazionale e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione per evitare un rapido sovraccarico dei servizi sanitari". Ancora, prosegue il report, che "la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine".