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Covid 19
18 Novembre 2021
08:57

No vax e no green pass addestrati per diventare “guerrieri”: blitz della polizia, 29 indagati

L’operazione ha preso di mira appartenenti a gruppi no vax e no green pass molto attivi su canali Telegram e che, secondo l’accusa, oltre alle minacce avrebbero organizzato anche blitz violenti contro istituzioni e servizi pubblici.
A cura di Antonio Palma
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Nuovo blitz della polizia con perquisizioni a raffica nei confronti di novax e no green pass che si sarebbero resi protagonisti di violente minacce sia contro istituzioni pubbliche e loro rappresentanti sia contro medici infettivologi che raccomandano la vaccinazione anti covid, arrivando infine a organizzare addestramenti per operazioni di sabotaggio o danneggiamenti. L’operazione, condotta su tutto il territorio nazionale dalla polizia di stato, ha preso di mira appartenenti a gruppi no vax e no green pass molto attivi su canali Telegram e che, secondo l’accusa, oltre alle minacce avrebbero organizzato anche blitz violenti contro istituzioni e servizi pubblici. Sono 29 in tutto gli indagati che devono rispondere a vario titolo delle ipotesi di reato di costituzione e partecipazione ad associazione segreta, istigazione e interruzione di pubblico servizio ma anche di associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti.

Sabotaggi, vandalismi e campagne social contro vaccini coid

Secondo le indagini, per entrare nell'associazione gli affiliati venivano sottoposti a specifici programmi di reclutamento e addestramento. Gli organizzatori agganciavano prima su Facebook gli utenti no vax e poi li invitavano su canali Telegram dove venivano mandati video su come organizzare azioni di sabotaggio o danneggiamenti contro i poli vaccinali anti covid senza essere scoperti. le persone addestrate venivano chiamate ‘guerrieri' e dovevano compiere azioni di vandalismo contro i centri vaccinali. Tre le altre cose venivano organizzate anche campagne social con la pubblicazione coordinata, tramite account falsi, di post denigratori che prendevano di mira in particolare politici, infettivologi e giornalisti. L'organizzazione aveva come simbolo una doppia V racchiusa da un
cerchio di colore rosso, con ogni probabilità ispirato al film V per vendetta. I proseliti prendevano il nome di Guerrieri ViVi e
ricevevano un numero di matricola ma prima dovevano fare una sorta di corso e superare un esame.

L'addestramento dei no vax per compiere azioni violente

Gli aspiranti membri dovevano ascoltare una serie di audio, registrati da una voce contraffatta che parlavano dell'instaurazione di un nuovo ordine mondiale, governato da intelligenze artificiali e si ipotizzavano parallelismi tra il regime nazista e l'attuale situazione di emergenza. Finito il percorso di formazione, l'aspirante guerriero doveva superare un esame e veniva guidato da un tutor per la realizzazione delle prime operazioni. "Muoversi sempre nei punti ciechi… l'importante è trovare una zona sicura senza telecamere…
il problema delle telecamere non è tanto che ti riprendono in un determinato momento… ma che ti possono seguire se passano da un
punto all'altro…". Era una delle indicazioni fornite dagli organizzatori del gruppo V.V su Telegram. "Quindi l'unica cosa che è veramente importante è avere un punto "isola", e ancora: "Compio la mia azione con berretto, occhiali da sole, mascherina, vestito di nero, trovo zona lontana dalle telecamere dove levo berretto, occhiali, mascherina".

Minacce no vax a Toti e Bassetti

L’indagine era stata avviata per accertare e identificare gli autori di minacce rivolte a esponenti delle istituzioni regionali tra cui il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l'infettivologo Matteo Bassetti. Nell’ambito della stessa operazione, il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni della Liguria, con il coordinamento del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni ed in collaborazione con altri Compartimenti regionali e con le DIGOS delle Questure territorialmente competenti, su input della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, sta eseguendo 24 perquisizioni disposte dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Genova. Nei giorni scorsi a denunciare le minacce no vax a Genova era stato l'infettivologo Matteo Bassetti che aveva dichiarato: "A Morte Bassetti. Questa la scritta comparsa ieri su un autobus dell’AMT di Genova. Qualcuno poi ha messo una riga e messo un W. Magra consolazione. Ora basta. Non è possibile continuare ad assistere a questi attacchi vili e violenti senza che nessuno venga punito".

Perquisizioni in tutta Italia contro movimento no vax “V_V” 

Sempre dalle prime ore di questa mattina, ma nell’ambito di un’altra operazione, la DIGOS della Questura di Firenze, coordinata dalla Procura della Repubblica di quel capoluogo e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, sta eseguendo altre 5 perquisizioni a carico di altrettante persone no vax e no green pass attive in rete e ricollegabili al movimento “V_V”, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti ed altri reati. Le perquisizioni hanno riguardato persone a Firenze, Pisa, Brescia, Como e Viterbo. Il movimento ‘V_V' (Voce di lotta non violenta per la libertà e i diritti umani) contava quasi 20.000 persone ed era attivo su alcune delle principali piattaforme social con oltre 50 fra pagine, gruppi, canali e
chat ma, secondo la polizia, era formato da sottogruppi con crescenti livelli di sicurezza e divisione di ruoli. "Il sistema ideato era
finalizzato a reclutare, formare ed istigare gli attivisti più radicali a portare avanti, con forme e metodologie diverse, azioni contro strutture o protagonisti dell'attuazione del piano vaccinale e, più in generale, del contenimento della pandemia" spiegano gli inquirenti. Tra chi aveva superato il test e quindi aveva avuto accesso ai livelli superiori del gruppo anche un uomo originario di Pisa, incensurato e disoccupato, accusato di aver imbrattato con scritte no vax l'hub vaccinale di Firenze.

"Governo nazista", indagata donna a Caltanissetta

Tra gli indagati c'è anche una donna residente a Caltanissetta. La Digos locale ha eseguito
una perquisizione a casa della donna sequestrando hardware e volantini. Sarebbe emerso che l'indagata ha partecipato a manifestazioni pubbliche e congressi tenutisi nel comune siciliano e organizzati da gruppi no vax e no green pass. Nei suoi interventi ha manifestato la convinzione che dietro la somministrazione dei vaccini e dell'introduzione del green pass vi sia la volontà del governo, definito nazista, di imporre la dittatura sanitaria.

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