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Mercalli: “Ondata di caldo storica, fenomeno che può diventare irreversibile per migliaia di anni”

L’intervista di Fanpage.it al climatologo Luca Mercalli: “In Italia abbiamo assistito a una delle ondate di caldo più imponenti della nostra storia meteorologica. È qualcosa che rischia di diventare irreversibile per migliaia di anni e quindi condanna tutte le generazioni future ad abitare in un pianeta ostile”.
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Intervista a Professor Luca Mercalli
Climatologo e divulgatore scientifico.
A cura di Ida Artiaco
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Luca Mercalli
Luca Mercalli

"Quello che sta succedendo non è un piccolo fatto storico temporaneo. Quello che noi stiamo facendo adesso, con un processo di disturbo di tutti i fattori ambientali e che è noto come antropocene, è purtroppo qualcosa che rischia di diventare irreversibile per migliaia di anni e quindi condanna tutte le generazioni future ad abitare in un pianeta ostile".

A parlare a Fanpage.it è il professor Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico, il quale ha spiegato quali saranno gli effetti dell'ondata di caldo record che sta investendo non solo l'Italia ma gran parte dell'emisfero settentrionale, dove sono raggiunte temperature mai così alte prima, anche e soprattutto sulla salute umana.

"Tecnicamente in Italia abbiamo assistito a una delle ondate di caldo più imponenti della nostra storia meteorologica – ha detto Mercalli -. È un rigonfiamento della grande struttura subtropicale di aria calda che ha invaso il Mediterraneo. Proprio partendo dal Marocco si è esteso sulla Spagna, poi si è adagiato su tutta la zona italiana, soprattutto al Centro Sud, e arriva fino alla Grecia. Ma quello che colpisce è la sua durata, ormai è dai primi di luglio che insiste e proseguirà fino attorno al 25 le regioni meridionali. Al Nord invece verso il 20 le temperature scenderanno un po'".

Una situazione che ormai diventa preoccupando oltre che insostenibile per il corpo umano. "Il caldo fa piacere quando si è in spiaggia, tranquilli, in vacanza, fino ai 32-35 gradi. Quando supera questa soglia diventa un problema per il nostro organismo. Il nostro corpo deve stare a 37 gradi e se non riesce a dissipare il suo calore interno e ne riceve anzi dall'esterno comincia a fare una forte attività per raffreddarsi. Questo lo mette sotto stress e per raffreddarsi noi dobbiamo sudare. Per sudare dobbiamo avere acqua e anche quando si suda dipende dall'umidità dell'aria. Se l'umidità è molto elevata l'evaporazione avviene con difficoltà. E allora il nostro corpo non riesce a raffreddarsi, subentra il colpo di calore e si muore", ha precisato l'esperto.

Il quale ha anche spiegato perché in città il calore si avverte di più. "Per quanto riguarda le città, parliamo della cosiddetta isola di calore urbana. Tutte le grandi aree urbanizzate sono fatte di materiali che esaltano ulteriormente il calore e lo amplificano dai due ai cinque gradi. Questo perché dalle foglie evapora acqua e ciò abbassa di qualche grado la temperatura circostante. Invece una superficie di asfalto, cemento o vetro purtroppo accumula calore e ce lo restituisce di notte".

Cosa fare allora? Mercalli ha dichiarato che "questo è un momento singolare nell'evoluzione della nostra specie. Quello che sta succedendo non è un piccolo fatto storico temporaneo. Quello che noi stiamo facendo adesso, con un processo di disturbo di tutti i fattori ambientali e che è noto come antropocene, è purtroppo qualcosa che rischia di diventare irreversibile per migliaia di anni e quindi condanna tutte le generazioni future ad abitare in un pianeta ostile. Quello che possiamo fare noi oggi è l'ultima possibilità di prevenzione. Dopo non sarà più possibile. È una grande responsabilità quella che ci stiamo prendendo. È la prima volta che la nostra civiltà sta creando delle conseguenze a lungo termine. Forse dobbiamo recriminare delle conseguenze degli antichi romani o degli antichi egizi sulla nostra vita? No, non ci hanno lasciato danni permanenti. Li hanno fatti a se stessi. La nostra società attuale, con il cambiamento climatico, l'estinzione delle specie viventi e con l'arma nucleare, è la prima volta che può influire in modo permanente su tutto lo sviluppo delle generazioni future, per decine di migliaia di anni. La terra ha ancora davanti a sé circa 5 miliardi di anni".

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