Mensa negata alla bimba per un debito della famiglia, interviene la Cgil Taranto: “Rivedere i regolamenti”

Immagine
“Il diritto allo studio non può diventare un fattore di esclusione” denuncia Cgil Taranto intervenendo sulla vicenda della bambina di nove anni rimasta senza pasto alla mensa scolastica.

Fanpage.it sta raccogliendo testimonianze di disservizi delle mense nelle scuole. Se anche tu hai una storia da segnalare puoi scriverci a segnalazioni@fanpage.it o cliccare qui.

Continua a far discutere il caso della bambina di 9 anni esclusa dalla mensa scolastica a Taranto per un presunto mancato pagamento della famiglia. E sulla vicenda, dopo le polemiche delle ultime ore, oggi è intervenuta anche la Cgil Taranto che chiede di rivedere i regolamenti perché “il diritto allo studio non può diventare un fattore di esclusione”. Il sindacato chiede per questo chiarimenti urgenti all'Amministrazione comunale e la verifica di eventuali responsabilità. "La scuola deve essere il luogo dell'inclusione, non quello in cui si consumano nuove disuguaglianze. Se c'è un problema di natura burocratica si risolve adeguatamente, ma non si scarica sui bambini l'effetto di una decisione del genere”, è quanto si legge in una nota.

Tiziana Ronsisvalle, segretaria della Cgil Taranto, parla della mensa scolastica come “parte integrante del diritto allo studio, dell'inclusione e della piena partecipazione alla vita scolastica” e sostiene che le eventuali difficoltà economiche delle famiglia non dovrebbero ricadere sui bambini. Da qui appunto la richiesta di rivedere i regolamenti comunali relativi ai servizi sociali, scolastici ed educativi, per introdurre criteri flessibili che tengano conto anche di problematiche simili.

Dodici euro e qualche centesimo sarebbe stata la cifra che avrebbe impedito alla bambina di Taranto di usufruire della mensa costringendola a lasciare prima la scuola e a rinunciare al pranzo con i compagni. Secondo l'avvocato della famiglia, il padre non sarebbe stato informato di questa situazione, diversa invece la versione del Comune secondo cui invece la famiglia lo avrebbe saputo già da aprile scorso.

Cgil Taranto chiede adesso un tavolo permanente di confronto e propone un Osservatorio territoriale sulle politiche educative, che coinvolga istituzioni, sindacati, scuole, famiglie e terzo settore. "I regolamenti – conclude la segretaria – devono tener conto di una condizione sociale che cambia, che si impoverisce. La dignità dei bambini e delle bambine non è negoziabile. Il diritto allo studio non ammette discriminazioni”.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views