La morte di Liliana Resinovich

Liliana Resinovich, Dna ignoto su abiti e sacco, per l’avvocato Gentile “si disintegra barzelletta del suicidio”

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Liliana Resinovich
La presenza di un Dna sconosciuto scoperta dai periti del gip di Trieste rischia di segnare una nuova svolta nel caso della morte di Liliana Resinovich. Le reazioni degli avvocati del marito e del fratello.

Potrebbe arrivare una nuova svolta nel giallo di Liliana Resinovich, la donna trovata morta a Trieste nel gennaio del 2022. "La presenza di un Dna appartenente a un ignoto di sesso maschile dovrebbe portare a una svolta nell'indagine che vede coinvolto Visintin": è quanto sostengono, dopo le ultime notizie diffuse in merito al caso, gli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua che difendono il marito della vittima, l’unico accusato dell'omicidio. Gli stessi legali hanno spiegato che devono adesso studiare l'elaborato peritale e si riservano di sciogliere ogni dubbio alla prossima udienza del 30 ottobre.

La notizia delle scorse ore è che è stato trovato un Dna maschile ignoto sui jeans della vittima, sul sacco che avvolgeva i piedi della donna e anche su un cordino che teneva unite le chiavi. Sul cordino intorno al collo di Liliana, invece, sarebbe stato trovato solo la traccia genetica della vittima: questo è un elemento centrale del giallo.

È inoltre emerso che le fibre trovate sul giubbotto e sulla borsa della donna sono compatibili con quelle del giubbotto del marito. Infine, tra gli ultimi elementi emersi dalla perizia disposta dal gip di Trieste, quello sul terreno sotto le scarpe che non sarebbe lo stesso del luogo in cui Liliana Resinovich è stata trovata morta circa due settimane dopo la sua scomparsa. Un elemento che potrebbe far pensare che la donna sia stata uccisa in un altro luogo.

Anche l’avvocato Nicodemo Gentile, che assiste il fratello di Liliana, ha commentato i primi risultati della perizia che a suo dire conferma l’omicidio: “Questa perizia ci dice che Lilly è stata uccisa e quindi qualcuno ce l'ha portata" all'ex Opp, "perché addosso non ha nulla del sito”. “Non ci si aspettava, dopo sei anni, la pistola fumante da questa perizia, altri e imponenti sono gli elementi che parlano di omicidio e di possibili responsabilità”, ha aggiunto sottolineando che ciò che ha restituito la perizia “è già pure troppo”, ma ci sono spunti interessanti da valutare insieme con il resto.

Gentile ha fatto riferimento a intercettazioni telefoniche “e tutto ciò che sta emergendo da dispositivi informatici che ci fanno parlare di alterazioni, e una serie di anomalie che sicuramente dovranno essere chiarite”. Insomma, di una cosa l’avvocato di Sergio Resinovich è certo: “Si disintegra la barzelletta che abbiamo dovuto sopportare del suicidio”.

Ricordiamo che nel 2022 le prime indagini sulla morte di Liliana Resinovich furono archiviate come suicidio, poi invece una seconda autopsia effettuata dal team della dottoressa Cattaneo ha portato all'ipotesi di un omicidio che sarebbe avvenuto il giorno stesso della scomparsa dalla casa in cui Liliana viveva col marito. Dopo mesi dalla morte della donna Visintin è stato poi iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio: l’uomo ha sempre respinto ogni accusa.

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