Una vigilessa probabilmente troppo puntigliosa ha trattenuto per un quarto d'ora un medico intento a raggiungere una clinica per un intervento urgente. E' successo a Lecce la sera di Pasqua ed è stato il dottore, un anestesista presso una nota clinica privata della città, a raccontare su Facebook la sua disavventura con un post ben presto diventato virale. Il rianimatore  avrebbe dovuto iniziare il suo turno alle 20 ma un’ora prima ha ricevuto una richiesta di intervento immediato e si è messo così in strada. Incappato in uno dei posti di blocco della polizia locale, ha fornito i documenti e spiegato agli agenti la ragione dello spostamento da casa. Una vigilessa un po' troppo zelante, tuttavia, gli avrebbe chiesto: “Anche il giorno di Pasqua fate urgenze? E che cosa avrebbe questa persona?”. “Un infarto”,  ha risposto il medico a quel punto. L'agente ha quindi insistito: “Ma a cosa serve il medico rianimatore per un infarto?”. Stando a quanto raccontato dal dottore il controllo gli avrebbe fatto perdere non meno di un quarto d'ora.

Carlo Salvemini, sindaco di Lecce, ha rivolto le sue scuse all'anestesista. “Un incidente di percorso che può capitare in periodo di particolare stress come questo, che riguarda tutti e anche le forze di polizia. Si sbaglia, siamo fallibili, ne siamo consapevoli e siamo qui per correggere gli errori". Nelle ultime ore lo stesso medico ha chiuso la vicenda con un secondo post: "Avverto la premura di raccontare il seguito della vicenda che sta rimbalzando in maniera virale sui vari social e sulle varie testate giornalistiche e che mi vede protagonista. Innanzitutto ci tengo a precisare che nel mio post non c’è mai stato spazio né per il maschilismo né per la denigrazione di una categoria lavorativa. Il mio rispetto è massimo sia per le donne che per la polizia locale di Lecce. Secondo, non ho mai voluto far intendere che medici ed operatori sanitari debbano essere immuni dai controlli. Quando esco a far la spesa è giustissimo che venga fermato e, se necessario, trattenuto e multato. Ma se siamo chiamati in urgenza sarebbe opportuno far procedere i sanitari e a tempo debito accertare la veridicità delle dichiarazioni".