Da settimane lo ripetono tutti: presidente del Consiglio, ministri, esperti, medici. Non dobbiamo ripetere gli errori dell’estate. Con le feste di Natale non si può pensare di far tornare tutto alla normalità per qualche giorno, per poter celebrare le festività con i propri cari. La lezione viene proprio da quanto successo in estate, quando la curva dei contagi era nettamente scesa e l’emergenza Coronavirus sembrava essere un po’ più lontana. Proprio per evitare di ripetere gli stessi errori a Natale, c’è chi continua a ricordare quanto avvenuto ad agosto, come fa ad esempio il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, che risponde a una domanda sugli errori commessi negli scorsi mesi durante la conferenza stampa sull’ultimo report settimanale dell’Istituto superiore di sanità. In estate, spiega Locatelli, ci sono stati errori da parte di tutti, a causa dell’idea che il peggio fosse ormai passato.

Il membro del Comitato tecnico scientifico non scarica però le responsabilità sugli italiani, sostenendo che l’errore è stato di tutti. E non solo a causa di determinate dichiarazioni che facevano pensare alla fine dell’epidemia: “Io non credo che ci sia stato qualcuno che non ci ha ascoltato, al di là di particolari situazioni che fanno l’eccezione, non fanno regola. Quello che è successo è stata una percezione permeante dell’intero Paese, di tutti noi, che il problema fosse messo alle spalle”. Una sottovalutazione collettiva, quindi, per Locatelli. Secondo cui gli errori sono stati commessi da tutti.

La percezione era errata, il problema non era alle spalle. “Invece – sottolinea ancora – era stata messa alle spalle solo la drammaticità di quello che era successo a marzo e aprile. Il Covid continuava a circolare. Magari non si indossavano le mascherine, non si manteneva il distanziamento e ci si è ritrovati con numeri cresciuti”. Proprio per questo ora bisogna prestare molta più attenzione, facendo tesoro della lezione che ormai tutti dovrebbero aver imparato. Ora sappiamo, secondo il presidente del Css, qual è “l’errore da non fare” e qual è, invece, “il messaggio da rivolgere a tutti noi”.