"Il Coronavirus continua a far male, ma la situazione è sotto controllo. Ai giovani dico: divertitevi da responsabili. Non scambiate bicchieri, no assembramenti, indossate le mascherine dove serve, quando attorno c’è troppa gente ammassata". A parlare è Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore della Sanità che in una intervista rilasciata al quotidiano Il Corriere della Sera ha fatto il punto della situazione sull'emergenza Covid-19 in Italia dove si deve parlare di "allerta più che allarme". Il riferimento è alle sei regioni in cui l'indice di trasmissione del contagio, il famoso Rt, è oltre il limite della soglia di guardia, fissata a 1, e cioè Lazio, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. "Un monito. Il ruolo dei servizi territoriali è cruciale perché il veloce tracciamento dei casi permette di contenere i focolai", ha specificato l'esperto.

Una situazione, questa, che però era stata già messa in conto da comunità scientifica e politica dopo le riaperture delle scorse settimane. "L’aumento dell’Rt non era inatteso, si sapeva che i valori si sarebbero incrementati. Ed era prevedibile che la curva non sarebbe scesa subito. È importante che si sia stabilizzata considerando la ripresa di tante attività". In Europa il nostro Paese, secondo Locatelli, è il migliore: "Guardiamo cosa sta succedendo a Barcellona, colpita da 700 contagi. Una città più piccola di Roma e meno complicata dal punto di vista della densità abitativa. L’auspicio era di trovarci a metà luglio con un maggiore riduzione di casi e di essere promossi con voti alti. La piena sufficienza soddisfa". Anche perché "non è meno aggressivo. È vero, vediamo sempre meno malati gravi, ma dal 29 giugno al 12 luglio su 2.762 positivi ne sono morti 14. Dunque Sars-CoV-2 non ha perso vigore, continua a far male. Riusciamo, questo sì, a identificare prima i contagi".

Infine, l'appello ai giovani. "Sono dotati di immunità naturale più efficiente, hanno la capacità di sviluppare velocemente anticorpi contro organismi nuovi e in più nel loro sistema respiratorio sono espresse in minore misura rispetto agli adulti le molecole ACE 2, vale a dire i recettori che permettono al virus di attaccare le cellule. I due terzi dei giovani contagiati sono asintomatici o con sintomi lievi. Possono però infettare gli adulti". Per questo, ha detto, "divertitevi da responsabili. Non scambiate bicchieri, no assembramenti, indossate le mascherine dove serve, quando attorno c’è troppa gente ammassata. Fatelo per voi stessi, per gli altri e in memoria di 35.000 morti. Aiutateci a impedire al virus di ripartire".