Licenziato per aver offerto il pranzo a un collega in difficoltà economica. E' l'incredibile storia capitata a un operaio capomacchine della Marcegaglia di Ravenna che per trentadue volte aveva offerto il pranzo a un collega in difficoltà economica, prestandogli il badge per la mensa e permettendogli di risparmiare 6 euro a pasto, tariffa per i lavoratori esterni. Per questa ragione il lavoratore era stato messo alla porta dall'azienda.

L'uomo ha ritenuto profondamente ingiusta quella decisione e fatto ricorso. Due giorni fa il giudice del lavoro ha accolto la sua istanza di reintegro evidenziando come il calcolo del danno economico eseguito dalla Marcegaglia fosse sbagliato e come l'importo reale fosse "talmente irrisorio da non poter fondare in alcuno scenario interpretativo possibile una lesione del vincolo fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore". Il giudice ha anche condannato Marcegaglia al pagamento di un'indennità pari all'ultima retribuzione. A conti fatti, la differenza a danno di Marcegaglia sarebbe stata di 19 centesimi a pasto, per un totale di 6,08 euro totali. Secondo l'azienda, la cifra era invece pari a 126,72 euro: un calcolo che si è rivelato completamente sbagliato.

A subire il licenziamento era stato, la scorsa estate, un operaio di 28 anni, assunto nove anni prima e da sempre considerato un lavoratore modello. Durante un controllo l'azienda aveva scoperto che il suo pass per la mensa era stato utilizzato per 32 volte da un'altra persona, un facchino di una ditta esterna in difficoltà economiche. L'operaio si era giustificato spiegando di aver rinunciato a pranzare in mensa dopo aver saputo che la compagna era incinta, e che di conseguenza preferiva passare qualche ora al giorno in più con lei. Per questo aveva prestato il suo badge mensa a un facchino di una ditta esterna credendo che mai quel gesto di solidarietà avrebbe potuto essere punito. Invece – lamentando un danno di 126 euro – Marcegaglia aveva addirittura licenziato il 28enne.