Impossibile dire quando in Italia si raggiungerà l'immunità di gregge contro il Coronavirus, almeno fin quando non saranno vaccinati anche i minorenni. Parola di Pierluigi Lopalco, epidemiologo ed  assessore alla Salute della Regione Puglia, che all'AdnKronos ha spiegato perché al momento è difficile indicare una data per l'immunità di gregge. "Quest'ultima – ha spiegato – dipende dalla combinazione di immunità naturale con immunità vaccinale. Difficile dunque dare un livello di copertura che indichi l'immunità di gregge perché non conosciamo l'esatta quota di soggetti che hanno avuto l'infezione e molti soggetti che hanno avuto l'infezione sono anche stati vaccinati, quindi c'è una certa sovrapposizione delle due popolazione".

L'esperto ha sottolineato che "sappiamo che con l'80% della popolazione immune la circolazione del virus si spegne. Ma per arrivare a questo traguardo dobbiamo vaccinare anche i minorenni. In questo momento lo scopo della vaccinazione resta quello di proteggere la popolazione più fragile dalle forme gravi di malattia", ha concluso Lopalco. Nei giorni scorsi anche Stefania Salmaso, membro dell’Associazione Italiana di Epidemiologia che ha diretto a lungo il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della Salute dell'Istituto superiore di sanità (Iss), aveva spiegato a Fanpage.it che "l'immunità di gregge non si raggiungerà, in questo momento non è fattibile per come è disegnata la campagna vaccinale che va a fasce d'età. Questo perché l'immunità di gregge è legata al fatto che ci siano nella popolazione generale equamente distribuiti vaccinati che proteggono non vaccinati. Intere fasce della popolazione, tra cui bambini e giovani adulti, non sono e non saranno protette a breve. Quando cominceremo a pensare di vaccinare anche i più piccoli forse potremo ulteriormente ridurre la circolazione virale ma anche in questo caso non potremo mai parlare di immunità di gregge. C'è poi da dire che tutta la campagna di vaccinazione è stata improntata a proteggere prima i vulnerabili e quindi a ridurre la pericolosità delle infezioni, non la circolazione del virus. Questo va tenuto ben presente, anche perché nel momento in cui si passa a vaccinare persone molto giovani come i ragazzi allora anche il bilanciamento dei rischi benefici dell'offerta di vaccinazione va ricalibrato".

Lo stesso aveva ribadito il virologo Fabrizio Pregliasco dell'Università di Milano: "Noi non raggiungeremo l'immunità di gregge, nel senso di sperare di azzerare il virus. Riusciremo, io credo ma si vede già da ciò che è successo in Inghilterra e negli Stati Uniti, con un 20% in più di persone vaccinate, a raggiungere una convivenza più civile col Covid, ma l'infezione continuerà sicuramente a circolare. Bisognerà prevedere presumibilmente negli anni a venire delle vaccinazioni di richiamo. Anche per questo è importante non passare un'estate all'insegna del liberi tutti: rischiamo di fare lo stesso errore dello scorso settembre quando ci siamo ritrovati nel bel mezzo della seconda ondata della pandemia".