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Leonardo Fresta condannato all’ergastolo per il femminicidio di Debora Pagano: per 2 giorni il corpo in casa

Fresta chiamò i soccorsi quasi due giorni dopo la morte della compagna nella loro casa di Giarre spiegando il ritardo col fatto che era sotto choc. L’autopsia però ha escluso la causa naturale del decesso. L’uomo condannato oggi all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Catania.
A cura di Antonio Palma
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Ergastolo, è questa la sentenza di condanna emessa oggi dalla Corte d’Assise di Catania per Leonardo Fresta, il 43enne accusato di avere ucciso la compagna Debora Pagano, nel luglio del 2022, nella loro abitazione di Macchia, frazione di Giarre. La Corte ha accolto la richiesta dell’accusa avanzata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dal sostituto procuratore Fabio Platania che nell'arringa avevano analizzato punto per punto le prove portate nel processo chiedendo il massimo della pena prevista.

A carico di Fresta i rilievi scientifici effettuati dai carabinieri di Catania, che trovarono sangue sia nel bagno, dove fu rinvenuta la vittima, sia nelle altre stanze sia nel cortiletto e anche nell'auto, a soprattutto il tempo trascorso dal decesso alla chiamata dei soccorsi: quasi due giorni. Per la Procura infatti è una evidente anomalia lo "stacco temporale di oltre un giorno e mezzo tra il momento della morte e quello in cui è stato dato avviso dallo stesso Fresta al 118 pur essendosi, a suo dire, immediatamente reso conto del decesso".

Fresta infatti chiamò i soccorsi quasi due giorni dopo la morte della donna, spiegando il ritardo col fatto che era sotto choc, ma quando i sanitari del 118 arrivarono nella casa di via Principessa Mafalda era chiaro che qualcosa non andava. I carabinieri rilevarono, mediante l’utilizzo del luminol, "la presenza di diffuse tracce ematiche all’interno dell’abitazione anche in ambienti diversi dal bagno e una generalizzata, e ingiustificata per le circostanze, opera di pulizia dei luoghi”.

L'uomo dal suo canto ha sempre respinto l’accusa di omicidio e parlato di un malore anche se nel corso del tempo ha cambiato versione su dove e quando si sarebbe sentita male la compagna e madre di sua figlia. L'autopsia però ha escluso la causa naturale del decesso della donna riscontrando di numerose ecchimosi in varie parti del corpo e la frattura dello sterno e di una costa, riconducendo la morte ad asfissia meccanica.

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