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Coronavirus
17 Giugno 2021
16:55

L’Ema sul mix di vaccini Covid: “Dati limitati, non possiamo esprimerci ancora”

L’Ema ha dichiarato nel corso della conferenza stampa di questo pomeriggio con gli aggiornamenti sui trattamenti anti Covid che sul mix di vaccini ci sono “dati limitati ma alcuni studi preliminari mostrano che la risposta immunitaria sia soddisfacente. Non è facile in questo momento fornire una raccomandazione”.
A cura di Ida Artiaco
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Sul mix di vaccini "abbiamo dati limitati ma alcuni studi preliminari mostrano che la risposta immunitaria sia soddisfacente e non emergono problemi per quanto riguarda la sicurezza. Sembra che sia una strategia che potrebbe essere adottata. Ma dobbiamo ancora raccogliere tutte le informazioni. Dal punto di vista dell'Ema non è facile in questo momento fornire una raccomandazione a causa dei dati limitati". È quanto ha dichiarato Marco Cavalieri, responsabile della strategia vaccinale dell'Agenzia europea del farmaco nel corso della conferenza stampa di questo pomeriggio sugli ultimi aggiornamenti su vaccini e trattamenti contro il Coronavirus. Cavalieri ha anche sottolineato che "AstraZeneca è approvato un Ue in due dosi, in un intervallo tra quattro e 12 settimane. Spetta agli Stati membri decidere se vogliono usarlo in due dosi o preferire, per qualche ragione, dare la seconda dose con un vaccino Rna messaggero", come in Italia. Al momento si contano "405 casi di potenziali trombosi con le dosi AstraZeneca su 45 milioni di persone vaccinate" a cui è stato somministrato il vaccino, quindi si tratta di eventi "molto rari".

Il Prac ha fatto sapere di stare monitorando anche possibili casi di miocardite e pericardite segnalati dopo la vaccinazione con vaccini a mRNA, quindi Pfizer e Moderna. Finora, però, hanno sottolineato gli esperti, "non ci sono dati sufficienti per stabilire una relazione causale. Il monitoraggio della sicurezza continuerà". Al momento, inoltre, si contano "dieci possibili casi di trombosi su sei milioni di vaccinati con la dose Johnson & Johnson". Per quanto riguarda AstraZeneca, sempre l'Ema ha affermato che "il comitato per la sicurezza (Prac) ha concluso la scorsa settimana che la sindrome da aumentata permeabilità capillare (capillary leak syndrome) dovrebbe essere aggiunta come nuovo effetto collaterale del vaccino Covid Vaxzevria di AstraZeneca. Le persone che in precedenza manifestavano questa sindrome non devono essere vaccinate con questo vaccino". Tuttavia, servirebbe accorciare la pausa tra le due dosi (attualmente 12 settimane) contro le varianti.

La buona notizia è che tutti i vaccini al momento utilizzati sono efficaci contro le varianti che sono dominanti nei 27 paesi membri. L'Ema ha anche fatto sapere che oltre a CureVac, che "è in fase di revisione continua e una volta eseguita l'analisi dei dati sarà possibile definire i passi successivi", gli altri vaccini in fase di revisione continua sono "Novavax, Sinovac e Sputnik e ancora non è presentata nessuna domanda di autorizzazione all'immissione nel mercato per questi vaccini". Lo ha detto Noel Wathion, vice direttore esecutivo dell'Ema, il quale ha aggiunto che "per tutti questi vaccini la revisione continua continuerà fino a quando non ci saranno prove sufficienti per una domanda formale di autorizzazione all'immissione in commercio che può essere richiesta dall'azienda".

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