A Giazza, una frazione di Selva di Progno, in provincia di Verona, non nascevano bambini da 14 anni. Per questo motivo, la nascita dei gemellini Ginevra e Anthony ha fatto notizia, provocando la gioia di tutti gli abitanti. L’ultimo parto gemellare avvenuto nel paesino è stato registrato addirittura 44 anni fa. L’arrivo dei fratellini è un piccolo contributo alla crescita della popolazione di Giazza, ridotta ormai a meno di un centinaio di abitanti. I genitori, Katia Lucchi e Alessandro Calia, hanno scoperto dell’arrivo dei bimbi proprio all’inizio del lockdown della scorsa primavera: una notizia che ha rischiarato un periodo drammatico.

Ma una gravidanza durante mesi di grandi restrizioni, dovute al contenimento del Coronavirus, non è stata facile da portare avanti.  "Alessandro mi accompagnava alle visite ma non poteva mai entrare nello studio medico”, racconta Katia. “Quindi, quando si è trattato di conoscere il sesso del nascituro, me lo sono fatta scrivere su un biglietto dalla dottoressa e sono poi uscita per leggerlo insieme a lui. Così abbiamo scoperto la bella notizia insieme: un maschietto e una femminuccia. E' stata una grande gioia in un momento di tristezza per la pandemia. I nomi li abbiamo scelti insieme. Anthony perché cercavamo un nome un po’ esotico che ben si conciliasse con il cognome del papà. Ginevra invece è frutto della mia passione per i miti cimbri e nordici: significa elfo luminoso”.

Sono nati all’ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento con un parto programmato, consigliato alla loro mamma data la difficoltà nel far nascere due gemelli. Si trovano ora in ottime condizioni e torneranno a Giazza insieme ai genitori tra pochi giorni.
È un evento storico perché ritorna in paese la vita e la speranza”, ha commentato Marco Cappelletti, sindaco della piccola frazione. “Anche per noi amministratori ha un sapore diverso programmare opere pubbliche sapendo che il paese avrà una nuova vitalità.  Ai due piccoli compaesani, a mamma e papà e a tutti i familiari auguro ogni bene e credo che l’intero paese ne sia orgoglioso».