La coppia morta a Parma uccisa dal monossido mentre dormiva: il figlio 14enne è salvo, la neonata resta grave

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Immagine di repertorio.
La coppia è stata uccisa nel sonno nel loro appartamento di una palazzina nel Parmense. Un’altra famiglia con bimbi di 1 e 3 anni intossicata dal monossido di carbonio a Lucca.

Si chiamavano Sall Birama e Ndaw Rouba la coppia di marito e moglie morti nella mattinata di ieri nel Parmense, in un'abitazione in località Mezzani. Avevano 34 e 32 anni e in Italia erano arrivati dal Senegal diversi anni fa, ma più di recente si erano trasferiti in quella zona. Sono stati uccisi, stando alle prime ricostruzioni, dal monossido di carbonio.

In casa con loro, ora ricoverata in gravissime condizioni, c’era la figlioletta di 7 mesi: la piccola attualmente è in terapia intensiva pediatrica all'ospedale Maggiore di Parma. Si è salvato invece in tempo un altro figlio della coppia, un ragazzo di 14 anni che riposava in un'altra stanza: allertato dallo zio che non riusciva a contattare la coppia, l'adolescente ha dato l’allarme e si è messo in salvo.

Secondo quanto finora ricostruito, la giovane coppia è stata uccisa nel sonno a causa di un braciere che era stato acceso per riscaldare parte dell’appartamento. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri per tutti i rilevi utili a chiarire le cause della tragedia, ed è intervenuto anche il vicesindaco di Sorbolo Mezzani che ha detto che ora i servizi sociali si attiveranno per i due minori sopravvissuti.

A poche ore di distanza dalla tragedia di Parma un’altra famiglia con bambini piccoli originaria della Nigeria è rimasta intossicata a Lucca, ma fortunatamente in questo caso nessuno sarebbe in gravi condizioni. L'allarme è scattato intorno alle 3 di notte a Ponte a Moriano: soccorsi un uomo di 30 anni, poi trasferito al pronto soccorso dell'ospedale di Lucca in codice giallo, mentre la moglie 34enne e i due bambini di 1 e 3 anni sono stati portati in ospedale in codice verde. Dopo le valutazioni del pronto soccorso di Lucca, questa mattina i quattro componenti della famiglia sono stati trasferiti alla camera iperbarica dell'ospedale Santa Chiara di Pisa per il trattamento. Nella casa della famiglia sono in corso accertamenti dei vigili del fuoco per stabilire la provenienza del gas.

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