Annabel muore a 21 anni dopo l’overdose di fentanyl spacciata per cocacina: “Violentata mentre era incosciente”
Annabel Richter aveva 21 anni e si era trasferita a New York per studiare moda. Il 18 marzo scorso, nel dormitorio del Fashion Institute of Technology, ha perso conoscenza dopo aver assunto una sostanza che le era stata presentata come cocaina, ma che secondo gli investigatori conteneva fentanyl. La giovane è morta tre giorni dopo in ospedale. Per la sua morte è accusato Moises Freire, 19 anni, che secondo la procura avrebbe anche approfittato delle condizioni della studentessa per violentarla. E a distanza di mesi, nei suoi confronti sono state formulate nuove accuse federali che aggiungono altri particolari alla vicenda.
Secondo i procuratori, nei mesi precedenti Freire avrebbe parlato con Brian Peralta Cabrera, 18 anni, della possibilità di procurarsi una sostanza capace di "durare tutta la notte" e creare dipendenza. L'altro gli avrebbe così fornito il fentanyl. Freire, che non studiava nell'università frequentata dalle due ragazze, avrebbe però presentato loro la droga come cocaina, nonostante in precedenza l'avesse definita "veleno" in un messaggio a un amico.
Dopo aver assunto la sostanza, le due studentesse avrebbero perso conoscenza quasi subito. L'accusa sostiene che Freire non avrebbe assunto droga e avrebbe avuto un rapporto sessuale con Annabel mentre lei era priva di sensi. Avrebbe poi fotografato le ragazze incoscienti e inviato le immagini ad altre persone. Quando ha infine chiesto aiuto alla sicurezza del campus, avrebbe detto che le giovani avevano bevuto troppo alcol. I soccorritori hanno somministrato loro anche del Narcan, il farmaco usato per contrastare le overdose da oppioidi. La coinquilina è sopravvissuta, mentre Annabel è morta per le conseguenze dell'intossicazione da fentanyl. Gli esami tossicologici avrebbero rilevato la sostanza, ma non cocaina.
Freire e Peralta Cabrera erano stati arrestati a marzo e si erano dichiarati non colpevoli rispetto alle prime imputazioni. Il secondo è accusato di aver aiutato l'amico a procurarsi la droga. Un terzo uomo, Harry Rosales Pino, si è invece dichiarato colpevole a settembre per un reato legato alla distribuzione di stupefacenti con conseguenti morte e gravi lesioni.
L'avvocato di Freire, Mitchell Schwartz, aveva definito la morte di Annabel "una tragedia", sostenendo che quanto accaduto fosse riconducibile a "comportamenti irresponsabili tra ragazzi". Lettura contestata dal giudice federale Sidney Stein che ha fatto presentare come somministrare fentanyl a qualcuno non possa essere liquidato come una semplice bravata. Se condannati per le imputazioni federali legate alla distribuzione di droga con esito mortale, Freire e Peralta Cabrera rischiano almeno 20 anni di carcere, fino all'ergastolo.
Annabel si era trasferita a New York lasciando la famiglia, che viveva a San Paolo, in Brasile. Christina Perez, amica di lunga data della nonna della ragazza, l'ha ricordata al New York Post come una giovane "molto dolce e gentile" e "brillante".
La madre, Flavia Rocha, poetessa e giornalista brasiliana, aveva annunciato la morte della figlia sui social: "È con grande dolore che annunciamo la scomparsa della nostra figlia Annabel, così amata da tutti noi. La sua luce resta viva nei nostri cuori. Per sempre". Al Post aveva poi ricordato le conversazioni con Annabel sulle donne che subiscono violenza e sulla difficoltà di essere ascoltate: "Spero che la storia di Annabel porti consapevolezza e trovi giustizia".