Dopo un lungo periodo di stallo caratterizzato soprattutto dal taglio di costi e del personale, la Camera dei deputati è pronta a una nuova infornata di dipendenti pubblici. Non stiamo parlando di poche decine di posti ma si tratterà di un vero e proprio evento visto che si parla di un numero compreso tra 250 e 300 nuove assunzioni da effettuare tra il 2019 e il 2020, tra segretari parlamentari, commessi e tecnici a vari livelli.  Numeri precisi al momento ancora non ci sono perché i bandi ancora non sono stati pubblicati ma già nei prossimi mesi il Parlamento darà il via ai primi maxi concorsi che si prevedono decisamente affollati. Con il via libera dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Montecitorio, infatti, è stato  approvato il primo cronoprogramma delle prove ed entro il 15 luglio 2019 verranno pubblicati in Gazzetta ufficiale i primi bandi che riguardano i concorsi dei consiglieri parlamentari della professionalità generale e della professionalità tecnica (informatici, edili e impiantistici).

A seguire toccherà al concorso per assistenti parlamentari, da varare entro il 30 novembre 2019. Per gli altri invece si dovrà attendere l'anno prossimo. Il concorso per segretari parlamentari e per tecnici della fascia dei quadri intermedi è previsto entro il 30 aprile 2020, quello per documentaristi e collaboratori tecnici entro il 31 ottobre 2020. Come accaduto in passato, probabilmente le selezioni saranno composte da  due prove scritte e due orali e verteranno principalmente di diritto e giuridico-legali. Si tratta di una serie di concorsi che probabilmente richiederanno uno sforzo organizzativo intenso. Del resto un lavoro alla Camera è un posto molto ambito, lo stipendio è ottimo e si parla comune di diventare dipendente pubblico. Come ricorda il Tempo, ad esempio, lo stipendio per i  consiglieri parlamentari attualmente varia dai 65 mila euro l’anno lordi all’entrata ai 146 mila dopo dieci anni fino ai 360 mila dopo quaranta anni di lavoro. Ovviamente quelli dei nuovi assunti potrebbero essere molto diversi e a stabilirlo sarà comunque l’ufficio di presidenza al momento dei bandi. I nuovi assunti andranno ad integrare gli attuali 1100 dipendenti di Montecitorio e a colmare le ulteriori uscite previste nei prossimi anni.