Intercultura: le scuole italiane fanalino di coda in Europa

A cura di D. F.
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E’ un gap importante quello che ci divide rispetto agli altri Paesi, compresi quelli che dovrebbero condividere il nostro attuale difficile momento economico: sviluppano iniziative di apertura verso l’estero il 97% delle scuole in Germania, l’89% in Spagna, l’88% in Polonia, l’81% in Francia e il 79% in Svezia.

La Fondazione Intercultura e Fondazione Telecom Italia ha promosso l'edizione 2013 della ricerca “Generazione I…n Europa”, e presentato a Torino i risultati. L’Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca ha intervistato un campione di 2.275 studenti di Francia, Germania, Polonia, Spagna e Svezia in merito alle attività di internazionalizzazione delle loro scuole e sulla percezione che hanno di sé e dell’ambiente che li circonda relativamente alla loro apertura verso altre lingue e culture. I risultati del campione sono stati confrontati con quelli degli 800 studenti italiani intervistati lo scorso anno sugli stessi temi.

Lo studio rivela come l’integrazione a scuola oggi sia una consolidata realtà ma al tempo stesso in molti casi una situazione ancora difficile da gestire. Nel frattempo la scuola italiana si trova incapace nell’essere al passo con l’Europa nel percorso verso l’internazionalizzazione. Se infatti nel 2012 il dato che vedeva il 53% degli istituti italiani attivare almeno un’iniziativa di internazionalizzazione all’anno era stato considerato un elemento rassicurante, l’amaro risveglio arriva nel 2013 nel confronto con le scuole di altre 5 nazioni europee; è un gap importante quello che ci divide rispetto agli altri Paesi, compresi quelli che dovrebbero condividere il nostro attuale difficile momento economico: sviluppano iniziative di apertura verso l’estero il 97% delle scuole in Germania, l’89% in Spagna, l’88% in Polonia, l’81% in Francia e il 79% in Svezia.

"Nonostante gli istituti italiani risultino i meno attivi tra i Paesi europei considerati – spiega il dossier – vi è tuttavia una nota positiva su cui riflettere per comprendere in quale direzione procedere per far tesoro degli esempi di buone pratiche: la metà delle scuole italiane che sviluppano attività coinvolge infatti percentualmente più studenti che gli altri Paesi, ad eccezione della Germania (Italia e Francia: 72%; Germania: 84%; Spagna: 66%; Polonia e Svezia: 56%). I dati si riferiscono in particolare alla percentuale di studenti che hanno partecipato ad almeno un’attività di internazionalizzazione, in quelle scuole che hanno organizzato almeno un'attività internazionale: il numero medio dei progetti organizzati in questo caso sale a 3,1, quasi il doppio rispetto agli altri Paesi (Francia 1,6, Germania 2, Polonia 1,9, Spagna 1,8, Svezia 2,1), mentre siamo secondi solo alla Germania (84%) e alla pari con la Francia, nel tasso di partecipazione ad almeno un progetto (72%), rispetto al 56% della Polonia e della Svezia".

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