Dopo l'inchiesta di Fanpage.it sul compost in Veneto, i due impianti principali del Nord Est, la Sesa di Este vicino Padova e la Bioman di Maniago in Friuli Venezia Giulia, hanno chiuso le porte ai rifiuti in arrivo dal Sud Italia. L'Ager, l'Agenzia di gestione dei rifiuti della Regione Puglia, ha fatto sapere che la Sesa, pochi giorni dopo la pubblicazione dell'inchiesta, ha messo un veto alla quantità di umido ricevibile dall'impianto lasciando quindi ai pugliesi l'arduo compito di trovare una soluzione in breve termine per quei rifiuti che non hanno più una destinazione. La motivazione ufficiale di questo repentino blocco per quanto riguarda la Sesa di Este sarebbe il grado di impurità dell'organico che avrebbe superato la soglia del 5%, mentre dalla Bioman avrebbero fatto sapere di essere pieni e di non poter più soddisfare le esigenze.

"Sesa ci ha scritto una lettera in cui contestava un livello di impurità superiore al 5% – ci ha detto Gianfranco Grandalino, Direttore Generale dell'Ager – per questa ragione hanno deciso di ridurre i volumi conferiti dalla Puglia al Nord. Il blocco è arrivato il 24 giugno. Oggi da 3 viaggi al giorno possiamo effettuare solo 5 viaggi a settimana verso Sesa. Mentre la Bioman di Pordenone ha completamente sospeso i 2 viaggi al giorno che avevamo concordato. Ad oggi stiamo cercando soluzioni alternative".

La stessa sorte è toccata all'umido della Campania, dove a Castellammare di Stabia il Comune è in difficoltà perché dopo il blocco di Sesa non sanno più a chi rivolgersi e iniziano a circolare video di cittadini costretti a camminare in mezzo all'organico. "La nostra società, Amtecnology, ha avuto un blocco da Sesa per il conferimento della frazione organica – ci ha detto Gianpaolo Scafarto, assessore all'Ambiente del comune stabiese – perché hanno riscontrato un problema di impurità. La comunicazione ci è arrivata una decina di giorni dopo il servizio di Fanpage.it. Al momento non siamo in emergenza, ma, nell'attesa di trovare dei siti alternativi, abbiamo emesso un'ordinanza di divieto del conferimento dell'umido porta a porta: in sostanza i cittadini stanno tenendo l'umido a casa".

Dopo Castellammare preoccupazione è arrivata anche dai comuni di Pompei, Torre del Greco e Torre Annunziata.

"Non siamo ancora in emergenza anche se la situazione peggiora di giorno in giorno perché non riusciamo a smaltire, – ci ha spiegato Giovanni Marino assessore all'Ambiente di Torre del Greco – abbiamo comunicato ai cittadini che stiamo avendo dei problemi per il conferimento dell'umido ma non abbiamo ancora chiesto di tenerlo in casa".

"Le vasche di smaltimento dell'impianto territoriale a cui conferiamo sono sature, – ribadisce Claudia Sacco dirigente del servizio di igiene urbana – da 10 giorni (il 24 giugno) non abbiamo più la possibilità di conferire il compost. Non abbiamo ancora emesso una ordinanza che vieti ai cittadini di buttare l'umido perché speriamo di risolvere la problematica, entro 48 ore dobbiamo trovare una soluzione alternativa altrimenti diventa un problema di salute".

Non è ancora noto a quanti comuni sia stato imposto il blocco, quel che è certo è che la decisione di chiudere all'umido proveniente dal Sud Italia può essere il principio di una nuova emergenza rifiuti vista la carenza di impianti di compostaggio che costringono gli enti del Meridione a esportare i rifiuti fuori regione. Solo la Campania porta fuori dal proprio territorio quasi il 95% dei rifiuti, nonostante siano stati stanziati circa 200 milioni di euro per la costruzione di 15 nuovi impianti di compostaggio in grado di trattare la frazione umida della raccolta differenziata.

Articolo a cura di Sacha Biazzo e Carla Falzone