È stato fermato dagli agenti del commissariato Centro di Genova, su provvedimento della procura di Torino, l’uomo che lo scorso 21 ottobre avrebbe appiccato il fuoco alla Cavallerizza Reale a Torino, scatenando un incendio che ha gravemente danneggiato la struttura delle scuderie dell’edificio patrimonio Unesco. Il presunto responsabile è un clochard di 38 anni di origine marocchina e nato in Spagna. L'uomo è stato fermato a seguito delle indagini sviluppate dalla polizia. Il rogo alla Cavallerizza di Torino è scoppiato intorno alle 7:20 di lunedì 21 ottobre 2019 e ha interessato il tetto e le ex stalle, chiamate "Le Pagliere", dove si trovano i magazzini in cui viene accatasto materiale di risulta. Cinque anni fa, la Cavallerizza fu danneggiata da un altro incendio.

Il responsabile incastrato dalle telecamere – Il senzatetto fermato a Genova è stato smascherato da alcune telecamere installate attorno alla Cavallerizza dagli investigatori del commissariato Centro, con l'obiettivo di individuare le persone coinvolte in un’attività di spaccio di droga all’interno del complesso storico. Le telecamere hanno ripreso l’uomo mentre versava liquido da una bottiglia ai piedi della porta della Cavallerizza nota come il Tempietto, senza riuscire ad appiccare il fuoco con un accendino, e poi nella zona dei granai, dove ha acceso alcuni focolai e poi è fuggito. Il giorno dopo l'incendio il clochard era stato sentito dagli agenti, ma aveva negato di trovarsi della Cavallerizza. Dichiarazioni poi smentite dalle immagini catturate dalle telecamere.

Avrebbe appiccato l'incendio dopo un litigio – "Si tratta della condotta di una persona che ha voluto attentare alla vita di determinati soggetti causando un vasto pericolo per gli occupanti e i residenti della zona – le parole del magistrato Paolo Scafi, che ha coordinato le indagini insieme al procuratore aggiunto Patrizia Caputo -. La Cavallerizza si trova nel centro di Torino, vicino al commissariato di polizia, all'Auditorium Rai, alle aule universitarie e a numerose abitazioni". Le persone che dormivano nella struttura, in parte occupata, hanno raccontato di essere state svegliate e salvate dalla polizia e dai vigili del fuoco. Secondo quanto emerso finora, l'uomo avrebbe causato il rogo a seguito di alcuni litigi interni con gli altri occupanti dopo che la polizia aveva staccato un allaccio abusivo che forniva energia all'edificio. Al momento dell’incendio all’interno c’erano 6 o 7 persone.