Impiegato della posta condannato: fece il basista in una rapina nel 1996
Lui si chiama Raffaele Gallo ed è il protagonista di una storia singolare: è infatti un dipendente delle Poste di Roma e qualche giorno si è visto recapitare una condanna erariale a oltre 500mila euro, perché avrebbe fatto da basista durante una rapina alla sportello dove lavorava. Il suo calvario giudiziario è durato la bellezza di 13 anni e lui – invalido al 100% – credeva di essere ormai tranquillo dopo la sentenza di assoluzione di 2 anni fa. Oggetto del processo due rapine, nel 1996, fatte ad altrettanti uffici postali. "Colpi" mai commessi, per i quali venne arrestato l'anno successivo e condannato in primo grado nel 2004. Giudizio ribaltato in secondo: "Assolto per non aver commesso il fatto".
Ora la sentenza della Corte dei Conti rimette però tutto in discussione e chiede al'uomo un risarcimento di 557.167 euro: grosso modo l'ammontare dei due colpi, per i quali però lui non ha mai visto una lira. Un provvedimento che riguarda il solo Gallo, dipendente delle Poste a lungo impiegato allo sportello di via di Bravetta, quartiere Portuense di Roma, uno dei due presi d'assalto. L'uomo era considerato il "basista" di quella che venne subito appellata la "banda degli onesti". Almeno un paio dei rapinatori erano infatti cittadini insospettabili. Nella sentenza della magistratura contabile, che si collega al dispositivo penale di primo grado, l'ex impiegato resta considerato il basista di almeno una delle due rapine, quella commessa al Portuense. Avrebbe fornito le informazioni giuste telefonando più volte ad altri della "banda degli onesti" – uno dei quali suo amico ,- sottratto e duplicato chiavi di accesso all’ufficio postale e "siliconato" una porta per impedirne la chiusura.