l'uomo vitruviano disegnato da Leonardo da Vinci
in foto: L’uomo vitruviano disegnato da Leonardo da Vinci

Il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha sospeso oggi il prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci al museo del Louvre di Parigi. La decisione è arrivata dopo il ricorso presentato da Italia Nostra. L’Uomo Vitruviano – un importante disegno a penna e inchiostro su carta che "detta" i canoni delle proporzioni del corpo umano in pittura e che è conservato nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia – avrebbe dovuto essere esposto a Parigi a partire dal 24 ottobre in una mostra dedicata a Leonardo. Tenendo conto dell'apertura della mostra parigina, il tribunale amministrativo ha deciso di anticipare la discussione in camera di consiglio, annunciata per lo stesso giorno, al 16 ottobre. Nello stesso provvedimento, il Tar sospende anche il memorandum d'intesa siglato a Parigi tra il ministero dei Beni culturali e il museo del Louvre per lo scambio di opere di Leonardo e Raffaello nella parte "in cui viola il principio dell'ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall'altro".

Il ricorso di Italia Nostra – Italia Nostra aveva depositato il ricorso al Tar Veneto perché venisse "immediatamente sospesa l'uscita dal territorio nazionale" dell’Uomo Vitruviano. L'associazione ravvisava "la violazione dell'art. 66, comma 2, lett. b), del D.Lgs. n. 42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) che stabilisce che non possano uscire dal territorio della Repubblica i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica".

La reazione del Mibact – A fine settembre i ministri della Cultura italiano e francese, Dario Franceschini e Franck Riester, avevano firmato l'intesa per il prestito delle opere di Leonardo alla Francia nel 2019 e quelle di Raffaello alle Scuderie del Quirinale nel 2020. Dura la reazione del Mibact arrivata dopo la decisione del Tar: “Da una prima lettura delle anticipazioni di stampa risulta del tutto incomprensibile il riferimento a una presunta violazione del ‘principio dell'ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall'altro' nello scambio di opere tra i musei italiani e il Louvre". L'ufficio legislativo del Mibact parla di "procedura trasparente". "L'accordo firmato a Parigi è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici del Mibac. Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dell'accordo che prevede, peraltro, che lo scambio di opere avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei. Una semplice lettura dei documenti dimostra facilmente tutto ciò e all'udienza del 16 ottobre – conclude la nota del ministero – tutto questo emergerà con assoluta chiarezza e trasparenza".