“Mi hai lasciato, ora ridammi i soldi dei regali”: ceo indiano fa causa alla ex ma il tribunale gli dà torto

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Un imprenditore indiano chiede un risarcimento di 370mila dollari all’ex fidanzata per i regali e le spese sostenute durante la loro relazione durata 5 anni. L’uomo sostiene che fossero prestiti, ma per i giudici era solo “infatuato”

Borse griffate, viaggi, istruzione universitaria e persino un'assicurazione sulla vita. Sono questi alcuni dei regali che un noto imprenditore e amministratore delegato ha fatto alla fidanzata nel corso della loro relazione. Quando poi il rapporto si è interrotto ha chiesto un risarcimento di quasi 370.000 dollari (pari a oltre 318mila euro).

Anche i giudici dell'Alta Corte di Singapore, però, gli hanno risposto picche: non ha diritto ad alcuna compensazione per quanto speso durante la relazione.

I protagonisti di questa vicenda sono Chander Agarwal, imprenditore e ceo della società di logistica TCI Express Limited, e la ex compagna Felicia Lee.

L'uomo porta la ex in Tribunale: "Non erano regali, erano prestiti"

Il protagonista della vicenda è Chander Agarwal, noto imprenditore indiano che nel 2019 inizia una relazione con l'assistente di volo Felicia Lee. I due si conoscono proprio a bordo di un aereo e rimangono insieme fino al 2023, quando lui sospetta un tradimento.

A quel punto i due si lasciano, ma per l'uomo la questione non è chiusa. Secondo la richiesta presentata ai giudici di Singapore, la ex è in debito di 468 mila dollari,  lui decide di chiederne indietro 370 mila, a titolo di risarcimento.

La richiesta si basa sulle dichiarazioni di Agarwal, il quale spiega che i soldi spesi in viaggi, voli, istruzione universitaria e molto altro non erano regali, bensì dei prestiti concordati tra loro.

Come prova, l'amministratore delegato ha citato in Tribunale una ingente somma di denaro spesa per permettere a un maestro di feng shui di purificare l'appartamento in cui viveva Lee. Si tratta di una pratica taoista usata per armonizzare le abitazioni. Agarwal ha dichiarato che essendo indiano, e quindi di religione diversa, non avrebbe avuto interesse a contattare un maestro di feng shui.

La ricostruzione non è riuscita a convincere i giudici che hanno esaminato il caso.

I giudici: "Nessuna prova che i regali dovessero essere restituiti"

A sostegno della sua tesi, Agarwal avrebbe portato anche un contratto firmato da Lee, nel quale si stabilisce la restituzione di regali e somme di denaro. La donna però ha negato di averlo firmato.

Anche le chat di messaggistica tra i due sembrano avallare l'ipotesi che le ingenti somme spese dall'uomo fossero regali, e non prestiti. Secondo quanto riportato dalla Cnn, il giudice ha affermato che le prove dimostravano chiaramente che Agarwal fosse "infatuato" della fidanzata e che per questo "l'aveva ricoperta di regali costosi durante la loro relazione", nonostante la "spontanea riluttanza ad accettarli" da parte di lei in alcune occasioni.

Inoltre, sembra incredibile che Lee, semplice assistente di volo, avesse negoziato prestiti per somme che con il suo stipendio non avrebbe mai potuto restituire, circostanza di cui il compagno era ben consapevole durante i cinque anni della loro relazione.

Giovedì 10 settembre, quindi, i giudici dell'Alta Corte di Singapore hanno respinto la richiesta.

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