Sono arrivati al limite della sopportazione gli abitanti di Casoria ed Afragola che vivono al confine con il sito di stoccaggio dei rifiuti di via Cantariello. E' ormai un anno che dall'area, individuata nel 2001 dal comune di Casoria per raccogliere i rifiuti della zona in piena emergenza, si alzano fumi dall'odore irrespirabile. Un processo di autocombustione a cui sono sottoposte le ecoballe che sarebbero dovute essere stabilizzate e che invece sprigionano dei fumi tossici intossicanti. I cittadini hanno deciso di scendere in strada a protestare e soprattutto ad informare la popolazione delle due cittadine confinanti sulla situazione. Gli abitanti delle cittadine si sono incontrati nei pressi dei centri commerciali a pochi metri dal sito per attirare l'attenzione sul problema.

Cantariello

Erano circa un centinaio le persone che hanno fermato le automobili dirette ai centri commerciali per diffondere volantini e far conoscere la situazione. E' stato predisposto anche un banchetto per la raccolta firme per una petizione che chiede l'immediata bonifica del sito di stoccaggio. A riunire tutti i partecipanti è stato il comitato "No discariche nei comuni a Nord di Napoli" presieduto da Lucio Iavarone. I momenti informativi hanno evidenziato che tutti coloro che passavano nei pressi della statale che transita sopra il sito già conoscevano la tematica e peggio ancora ne subivano gli effetti. C'era solo la necessità di chiedere con forza alle istituzioni un intervento.

Richiesta rivolta alla Regione Campania, autrice del nuovo piano dei Rifiuti, a cui è stato chiesto di inserire immediatamente il sito nelle priorità. Presente all'incontro anche il sindaco di Casoria, Vincenzo Carfora, che si è detto preoccupato per la scarsa attenzione di Provincia e Regione con i quali i tentativi di contatto non hanno ottenuto riscontri. Il sito è attualmente sottoposto a sequestro da parte dell'autorità giudiziaria. Un provvedimento richiesto dalla procura di Napoli che sta indagando sin dal 2008 per conoscere la tipologia di rifiuti stoccati a via Cantariello. Il sito venne scelto anche dal commissariato di governo per l'Emergenza Rifiuti come area da utilizzare per raccogliere le ecoballe durante la crisi.

Nel 2004 fu soggetto anche ad un incendio che rischiò di paralizzare il traffico aereo del vicino aeroporto di Capodichino, tanto da generare l'intervento della protezione civile nazionale, guidata da Guido Bertolaso che ne ordinò la messa in sicurezza e la stabilizzazione tramite il consueto utilizzo di terreno. Il risultato è che ad oggi questo procedimento non ha sortito gli effetti desiderati e dopo undici anni dalla sua nascita, ha cominciato a sprigionare gas velenosi che stanno segnando la vita delle popolazioni limitrofe.