Il primario Michieletti torna a lavorare nonostante inchiesta per stupro: “Violenze su un’infermiera per 10 anni”

Per anni il primario del reparto di Radiologia dell'ospedale Gugliemo da Saliceto di Piacenza avrebbe trasformato il reparto, e in particolare il suo ufficio, nel luogo in cui moltissime dottoresse, tecniche di radiologia e infermiere, subivano molestie. Emanuele Michieletti, medico del reparto di radiologia, secondo gli inquirenti, avrebbe abusato di moltissime colleghe con mani sotto i vestiti e carezze non richieste. Il 6 maggio 2025, al momento dell'arresto, le accuse contro Michieletti erano già gravissime: il medico era stato subito licenziato e sospeso dalla professione.
Le indagini preliminari si sono concluse pochi giorni fa e dalle carte depositate dalla Procura di Piacenza emerge un quadro terribile. Un solo caso ha permesso di aprire un vero e proprio vaso di Pandora, scoperchiato da una dottoressa che aveva denunciato, sfidando l'omertà dell'ospedale e dando il via a una serie di racconti di altre vittime.
Le intercettazioni hanno fornito i riscontri che hanno poi permesso agli inquirenti di far emergere altre violenze. Alla prima denuncia era seguita una seconda, poi ritirata dalla vittima. Al termine delle indagini preliminari, però, sono decine i presunti casi di violenza ai danni di almeno 8 persone. Di queste, 5 hanno presentato formale querela e alcune sono assistite dagli avvocati Daniele Pezza e Paolo Tosoni.
Secondo quanto emerge dall'inchiesta, in 45 giorni una telecamera nascosta nel bocchettone dell'aria condizionata aveva documentato ben 32 violenze. Grazie al racconto delle vittime, i pm hanno ricostruito anche casi antecedenti al 2025. Il primo è proprio quello della radiologa che si è ribellata e che ha dato il via all'inchiesta. Il 21 novembre del 2024, infatti, la dottoressa si era recata nell'ufficio del primario per parlare delle ferie. Michieletti, dopo aver chiuso la porta a chiave, l'aveva spinta contro una libreria, tenendola ferma per un braccio per provare a baciarla insistentemente sul collo. L'arrivo di una persona che aveva suonato al campanello aveva permesso alla dottoressa di fuggire.
Non si tratta però dell'unico episodio: il 9 dicembre, Michieletti aveva bloccato un'altra collega per poi toccarla nelle parti intime contro la sua volontà. Un'altra dottoressa aveva invece raccontato che nel 2015 lo stesso medico si era abbassato i pantaloni davanti a lei, cercando poi di palpeggiarla. In piena pandemia da Covid-19, inoltre, Michieletti avrebbe costretto una collega a subire un rapporto completo all'interno del suo ufficio.
Tra i casi più squallidi, quello ai danni di un'infermiera che per 10 anni sarebbe stata interrotta mentre lavorava e violentata nell'ufficio del primario. I dipendenti, secondo quanto emerge dalle indagini, erano fortemente condizionati dalla sua immagine di uomo "potente e protetto dalla direzione sanitaria". Quando l'infermiera più volte abusata aveva provato a ribellarsi, l'aveva minacciata dicendole di "stare attenta" a quello che faceva.
Dopo aver scontato 6 mesi agli arresti domiciliari, Michieletti è tornato al lavoro in uno studio privato perché l'Ordine dei medici ha revocato la sospensione dalla professione.